Emergenza abitativa, a Palazzo dei Priori è nebbia fitta
case popolari
Gli Stati Generali La Fune
Emergenza abitativa, a Palazzo dei Priori non hanno ancora le idee chiare sul da farsi. Tanto che rispediscono in commissione la proposta di deliberazione che doveva essere votata. Intanto il problema rimane e diventa sempre più complicato.

854 famiglie in attesa di avere un alloggio e appartamenti affidati in maniera provvisoria rimasti alle stesse persone per 10, 15 e 20 anni. Questa è la radiografia scattata dalla quarta commissione sul fenomeno dell’emergenza abitativa su Viterbo città.

Un tema caldo, su cui la commissione stessa ha lavorato per mesi. Un lavoro che ha prodotto una proposta di deliberazione, approdata ieri in consiglio per essere snobbata e rimandata al mittente. A impegnarcisi essenzialmente Chiara Frontini (Viterbo2020), Gianluca De Dominicis (5 Stelle) e Arduino Troili (Pd).

Un documento che in consiglio ha sollevato perplessità da più parti, tanto che alla fine a togliere le castagne dal fuoco è scesa in campo Alessandra Troncarelli, che ha proposto di ridiscuterne in commissione.

Intanto rimane l’emergenza e una situazione sociale che, per effetto della crisi si sta aggravando anche nel capoluogo della Tuscia. A dicembre dovrebbero essere assegnati i circa 50 appartamenti del “serpentone” di Bagnaia. La proposta di mozione portata in consiglio ieri puntava a fissare dei criteri, per la realizzazione delle graduatorie, premianti della residenza in città. Assegnando un punteggio preciso per ogni anno di residenza.

Al tempo stesso il documento puntata a indicare nuovi criteri per la disciplina dell’affidamento degli alloggi d’emergenza. La situazione attuale è infatti inaccettabile. Ma a Palazzo dei Priori non hanno ancora le idee chiare.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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