Ematologia a Belcolle, quanto sta accadendo sta provocando un'ondata di indignazione tra i viterbesi. Rovinata la festa di venerdì
belcolle
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VITERBO - In redazione sono arrivati diversi messaggi e una lettera che abbiamo deciso di pubblicare.

LETTERA IN REDAZIONE – Egregio Direttore, leggo con stupore e sconcerto che la ASL si appresta a realizzare il nuovo reparto di Ematologia collocandolo all’ottavo piano del vecchio blocco (credo B).

Vede Direttore, per quello che mi è dato conoscere, e di cui la prego di verificare l’esattezza, il reparto è ad oggi fatto e finito all’ottavo piano della nuova ala, (corpo A3) su progetto ai suoi tempi supervisionato dai medici dell’ematologia al fine di ottenere l’accreditamento per i trapianti (CNT).

Quindi ora, se ho capito, si tratta di demolire o smantellare quanto realizzato: camere a
uno/due letti con bagno, percorsi separati per pazienti fortemente immunodepressi con climatizzazione a pressione positiva (l’aria esce ma non entra aprendo le porte), requisiti necessari per proteggere i pazienti stessi e non necessari invece ai reparti che andranno a
sostituire l’ematologia.

Questo senza considerare la notevolissima spesa (o spreco?) necessaria per ristrutturare la nuova ubicazione dove si vuole collocare l’ematologia: pavimenti non adatti, ridisegno degli ambienti con demolizioni di murature e solai da sfondare per i nuovi impianti. A cui si sommano i lavori necessari per ristrutturare la nuova ubicazione in quanto nell’ala dove si vuole destinare l’ematologia, le camere sono a quattro letti senza bagno e quindi devono essere modificate profondamente.

Senza tali lavori non esiste peraltro nessuna possibilità di eseguire trapianti. In definitiva, la ASL ha costruito e ultimato fin dal 2023 un reparto che smantellerà per ricostruirlo in altra ala del medesimo ospedale. Sorge spontanea la domanda, abbiamo così tanto denaro da spendere? Anche perché altri lavori saranno verosimilmente necessari per trasformare gli ambienti originariamente destinati ad ematologia e destinate ora ad altre specialistiche. Da professionista (architetto) lascia poi a dir poco scettici l’affermazione che i lavori sono iniziati lunedì 27 gennaio e saranno finiti entro due mesi (parliamo di un ospedale iniziato da circa cinquanta anni e non ancora terminato).

Gioverà ricordare che l’ematologia è stata fin dalla sua apertura nel 1999, una assoluta eccellenza nel panorama della sanità provinciale e non solo, attirando pazienti da altre regioni e con liste di attesa azzerate viene ancora una volta penalizzata da questa ennesima incomprensibile decisione della dirigenza ASL. Purtuttavia il reparto, fin dalla sua apertura, non ha mai trovato definitiva collocazione e questo ennesimo spostamento appare come l’ultima di una serie di decisioni incomprensibili della Dirigenza ASL.

Due ultime considerazioni; come mai la ASL annuncia l’inizio dei lavori due giorni prima della data fissata? E soprattutto si è sicuri le procedure messe in atto dalla ASL non si prestino a fondati rilievi da parte della magistratura contabile, aspetto sul quale tutti noi
cittadini vorremmo essere rassicurati.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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