
VITERBO – Ultima decina di giorni di campagna elettorale, il grosso della fotografia finale che uscirà dalle urne il 12 giugno si forma proprio ora.
I 724 candidati sono al lavoro, anche se si inizia paradossalmente a registrare in qualcuno una certa stanca. Sono i meno motivati, quelli messi in corsa per fare numero e che iniziano ad avere paura di fare una figura molto magra. Saranno infatti tanti gli uomini e le donne che non supereranno i dieci voti. E’ una questione di numeri e di eccesso di preferenze possibili in ballo.
Al di là dei sondaggi vi raccontiamo la situazione che registriamo sulla città per quanto riguarda il gradimento dei candidati sindaco.
Alessandra Troncarelli sta crescendo e guadagna qualcosa ogni giorno. In questa prima fase della campagna elettorale la forza del partito di provenienza e le otto schede a supporto fanno sentire il fiato sul collo e determinano un avanzamento graduale.
Chiara Frontini non perde punti, o meglio perde a sinistra ma recupera a destra. E’ come se l’avanzamento di Troncarelli, che toglie a Frontini qualcosa in ambienti di sinistra dove comunque la candidata civica riesce a pescare, sia sostanzialmente neutralizzato da un cedere a destra. Il ventre molle di questa situazione è, purtroppo per lui, rappresentato dalla coalizione in sostegno a Claudio Ubertini. Si registra un gradimento di Frontini anche in aree più tradizionalmente attribuibili all’area politica di Laura Allegrini. Il sentiment che sta emergendo è che Frontini godrà anche della variabile del voto disgiunto: preferenza su un consigliere di un determinato partito e voto a sindaco su di lei.
L’anomalia è non registrare una perdita di voti che tutti prevedevano come piuttosto significativa per la coalizione civica che guida. Essendo partita in campagna elettorale prima di tutti infatti era molto alta nei gradimenti. Il ragionamento logico però voleva che “un conto è muoversi nel vuoto e altra cosa nel pieno”. Della serie: “ora che i candidati degli altri girano erodono quel consenso”. E invece questo non si starebbe verificando. Diciamo che Frontini beneficia della spaccatura del centrodestra che ha creato una certa debolezza nell’elettorato di area che quindi si sente una maggiore libertà di manovra. Se il centrodestra si fosse presentato unito, probabilmente, difficilmente sarebbe arrivata al ballottaggio.
L’insieme delle liste che sostiene Laura Allegrini rappresenta invece, merito di Fratelli d’Italia, una fortezza di consenso anche se lei subirebbe un disgiunto in negativo: voto sulla lista e scelta su altro candidato sindaco. Anche se potrebbe compensare con altro disgiunto figlio degli uomini di centrodestra passati nel centrosinistra che davanti a elettori di area starebbero chiedendo le preferenze per sé indicando lei anziché Ubertini come scelta gradita.


















