Elezioni provinciali: è Pietro Nocchi il nuovo presidente. Tutti gli eletti
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Tutti gli eletti del Consiglio provinciale di Viterbo. Il nuovo presidente è Pietro Nocchi.

È Pietro Nocchi il nuovo presidente della provincia di Viterbo. Il sindaco di Capranica ha vinto le elezioni avendo la meglio sul suo sfidante Paolo Equitani. Nocchi, sostenuto dal Partito Democratico e da Moderati e Riformisti, era il grande favorito della vigilia nonostante alcuni movimenti nel Capoluogo e nei comuni più importanti della provincia, aveva messo un po’ di pepe in quella che sembrava una elezione scontata. Ma alla fine Equitani ha avuto la meglio, di poco, solo nei Comuni tra i 10.000 e il 30.000 abitanti. Nel Consiglio maggioranza a 8 (6 del Pd, 2 dei Mori) e minoranza a 4 (Centrodestra unito). Dei 12 consiglieri 5 sono del Capoluogo.

Il candidato di Pd e Mori ha ottenuto il 57,9% contro il 42,1% di Paolo Equitani. Un dato molto inferiore rispetto al 70% portato a casa da Mauro Mazzola nel 2015. Il dato certifica un cambiamento in atto degli equilibri nella provincia di Viterbo in favore del centrodestra. Pesano particolarmente le situazioni di Montefiascone dove la maggioranza dei Mori avrebbe votato Equitani, Tarquinia dove il cambio di colore dell’amministrazione ha portato un bel bottino per lo stesso Equitani, e Viterbo dove il centrosinistra ha perso voti con il cambio di casacca di alcuni consiglieri passati all’opposizione. Per il centrodestra è dunque un buon risultato, nonostante rimangano grandi difficoltà a mettere tutti intorno a un tavolo per la costruzione di alleanze durature in vista delle elezioni nazionali, regionali e del Capoluogo in arrivo nel 2018.

Le elezioni provinciali di questa domenica comunque lasciano l’amaro in bocca per un ente ormai diventato roba per pochi, i cui rappresentanti sono eletti dagli eletti. I cittadini infatti possono solamente guardare. Per questo motivo vari partiti hanno deciso di non partecipare alla consultazione: dal Mdp a Rifondazione Comunista fino al Movimento 5 Stelle. Affluenza fissata ad un passo dal 90% con appena 93 elettori che si sono astenuti.

*Il voto è ponderato e ogni preferenza espressa dai rappresentanti dei Comuni più grandi vale più rispetto a quelli più piccoli. Gli enti sono divisi in Comuni di Fascia blu, sotto 3 mila abitanti; di fascia arancione tra 3 e 5 mila; comuni di fascia grigia tra 5 e 10 mila abitanti; comuni di fascia grigia tra 10.000 e 30.000 abitanti; e comuni di fascia verde, oltre i 30.000, ovvero il Capoluogo.

  • Fascia blu (<3.000): Nocchi 154 – Equitani 106 voti
  • Fascia arancione (3.000>5.000): Nocchi 85 – Equitani 45
  • Fascia grigia (5.000>10.000): Nocchi 81 – Equitani 54
  • Fascia rossa (10.000>30.000): Equitani 31 voti –  Nocchi 28
  • Fascia verde (>30.000): Nocchi 18 – Equitani 13

Il Consiglio provinciale sarà composto da 8 consiglieri di maggioranza, di cui 6 del Partito Democratico e 2 di Moderati e Riformisti, e da 4 consiglieri del centrodestra unito per l’opposizione.

  • Eletti per il Pd:Gianluca Angelelli, Aldo Fabbrini, Maurizio Palozzi, Carlo Postiglioni, Francesco Serra ed Eugenio Stelliferi.
  • Eletti per i Mori:  Massimo Paolini e Livio Treta.
  • Eletti per il centrodestra: Gianluca Grancini, Pietro Mencarini, Elpidio Micci e Alessandro Romoli.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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