
VITERBO – Una ventina di giorni a disposizione dei 62 consiglieri impegnati nella corsa delle provinciali e ai loro partiti o sistemi civici per riuscire a ottenere un risultato utile alle urne tale da riuscire a essere eletti.
La data del voto è fissata per il 17 marzo e il sistema è quello delle elezioni di secondo livello, tradotto: votano solo consiglieri, assessori e sindaci dei sessanta comuni della Tuscia. Per dare un altro numero sono 748 i “grandi elettori” di questo giro di giostra.
Lo fanno però secondo una logica di peso ponderato. Per farla breve un consigliere di Viterbo (comune con 60mila abitanti) vale più di quello di Tessennano. Sono cinque le fasce di peso.
Fascia A (scheda azzurra) dove votano i rappresentanti di comuni sotto i 3mila abitanti, in totale 348 “grandi elettori”. Fascia B (scheda arancione) composta da grandi elettori (sono 130) provenienti da comuni fino a cinquemila abitanti. Fascia C (scheda grigia) per i 169 rappresentanti di comuni sotto i 10mila abitanti. Fascia D (scheda rossa) con elettori dei comuni fino a 30mila abitanti (68). Infine abbiamo la fascia E (scheda verde) con i 33 votanti del Comune di Viterbo, il più popoloso.
La partita è tra i partiti (o civiche) ma anche tra “zone” della Tuscia. Infatti non è da escludere un certo trasversalismo in chiave locale. Quanto accadrà è molto interessante per leggere la situazione politica generale, il peso delle correnti e gruppi e verificare la consistenza della novità del civismo di Chiara Frontini.
I bookmaker della vigilia pronosticano 3-4 consiglieri per Tuscia Democratica, 3 consiglieri per Tuscia Tricolore, due per Azzurri per la Tuscia, uno per la Lista Rocca, due per Patto Civico per la Tuscia (Frontini) ed è data a rischio ingresso la lista della Lega (Prima la Provincia di Viterbo). Nel caso in cui i leghisti riuscissero a entrare si avrebbero tre consiglieri per Tuscia Democratica.
Interessante vedere la performance che andrà a concretizzare Fratelli d’Italia, su cui ci sono molte aspettative.


















