Elezioni provinciali di dicembre, si sta apparecchiando "la guerra atomica"
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VITERBO - E se il ritiro dei frontiniani, previsto per questo fine settimana in un paese della provincia, fosse più legato a questo scenario che a una possibile crisi all'interno di Palazzo dei Priori? Crediamo che sia ragionevole pensarlo, quantomeno dubitarlo. 

VITERBO – La situazione politica nel Viterbese sta andando in iper-agitazione. Tranquilli, niente di concreto e utile per i cittadini. Tutta roba “tra loro”. A dicembre si scende in campo per le votazioni del rinnovo del consiglio provinciale e sono iniziate le grandi manovre. Assistiamo a cambi di casacca, ci raggiungono voci di cene e controcene ed è iniziata una lunga marcia fatta di corteggiamenti, cambi di fronte e ripensamenti. 

Con la riforma Delrio ogni consigliere e assessore dei sessanta comuni della Tuscia ha un peso specifico. Per eleggere i nuovi consiglieri a Palazzo Gentili occorre essere bravi di matematica e andare a cercare i numeri. In questo “gioco” assistiamo a sgambetti anche tra alleati. All’interno del centrodestra, ad esempio, Forza Italia è in campagna acquisti. Anche se i rumors parlano di un partito non proprio in pace internamente. 

E poi ci sono i consiglieri viterbesi, quelli che non hanno un collocamento di partito perché sono civici. Sono i consiglieri “più pesanti” secondo il rito Delrio e quindi è tanta la voglia dei partiti di corteggiarli. E se il ritiro dei frontiniani, previsto per questo fine settimana in un paese della provincia, fosse più legato a questo scenario che a una possibile crisi all’interno di Palazzo dei Priori? Crediamo che sia ragionevole pensarlo, quantomeno dubitarlo. 

Sta di fatto che siamo alla vigilia di una “guerra atomica” nella politica locale. Dove tutti sono a caccia di qualche decimo di punto in più. Da Tessennano a Viterbo ogni consigliere è in trincea. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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