
VITERBO – La situazione politica nel Viterbese sta andando in iper-agitazione. Tranquilli, niente di concreto e utile per i cittadini. Tutta roba “tra loro”. A dicembre si scende in campo per le votazioni del rinnovo del consiglio provinciale e sono iniziate le grandi manovre. Assistiamo a cambi di casacca, ci raggiungono voci di cene e controcene ed è iniziata una lunga marcia fatta di corteggiamenti, cambi di fronte e ripensamenti.
Con la riforma Delrio ogni consigliere e assessore dei sessanta comuni della Tuscia ha un peso specifico. Per eleggere i nuovi consiglieri a Palazzo Gentili occorre essere bravi di matematica e andare a cercare i numeri. In questo “gioco” assistiamo a sgambetti anche tra alleati. All’interno del centrodestra, ad esempio, Forza Italia è in campagna acquisti. Anche se i rumors parlano di un partito non proprio in pace internamente.
E poi ci sono i consiglieri viterbesi, quelli che non hanno un collocamento di partito perché sono civici. Sono i consiglieri “più pesanti” secondo il rito Delrio e quindi è tanta la voglia dei partiti di corteggiarli. E se il ritiro dei frontiniani, previsto per questo fine settimana in un paese della provincia, fosse più legato a questo scenario che a una possibile crisi all’interno di Palazzo dei Priori? Crediamo che sia ragionevole pensarlo, quantomeno dubitarlo.
Sta di fatto che siamo alla vigilia di una “guerra atomica” nella politica locale. Dove tutti sono a caccia di qualche decimo di punto in più. Da Tessennano a Viterbo ogni consigliere è in trincea.


















