Elezioni politiche, De Simone (Confartigianato): "Ecco le cinque proposte per rilanciare le piccole e medie imprese"
de simone
800 Confartigianato
"Il 4 marzo gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti del Parlamento. Una scelta che, al di là delle preferenze politiche, definirà il futuro del Paese, dei cittadini e delle imprese. La speranza è quella di riportare Il Paese al centro dello scacchiere mondiale, dopo anni di crisi economica, istituzionale e politica", così Andrea De Simone, direttore di Confartigianato Viterbo.

“Il 4 marzo gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti del Parlamento. Una scelta che, al di là delle preferenze politiche, definirà il futuro del Paese, dei cittadini e delle imprese. La speranza è quella di riportare Il Paese al centro dello scacchiere mondiale, dopo anni di crisi economica, istituzionale e politica”, così Andrea De Simone, direttore di Confartigianato Viterbo.

In vista dell’appuntamento elettorale, Confartigianato dà il via ad una campagna stampa per proporre ai candidati nei due rami del Parlamento poche ma efficaci iniziative per rilanciare le piccole imprese, la stragrande maggioranza del tessuto produttivo italiano.

”Abbiamo vissuto negli ultimi anni il paradosso di leggi fatte prendendo le misure sullo 0,6% dei soggetti a cui è destinata, per poi fare la deroga per il restante 99,4% – ha spiegato il Andrea De Simone, segretario di Confartigianato –, credo sia un dato che faccia sorridere tutti e che lascia pensare. Purtroppo è esattamente quello che succede. Le micro, piccole e medie imprese rappresentano il 99,4% delle imprese del Paese ma sono le destinatarie di leggi in deroga, come se le leggi ordinarie vengano fatte per una sparuta minoranza. E’ una delle chiave di rovesciamento di prospettiva che noi chiediamo a chi si candida al governo del Paese”.

Un cambiamento radicale necessario per mettere in campo le cinque proposte, semplici ed estremamente efficaci, che Confartigianato ha messo nero su bianco, puntando sull’innovazione tecnologica, sulla maggiore efficienza dell’amministrazione del Paese e sull’accesso al credito e ai mercati di tutto il mondo. Si comincia dalla riduzione della pressione fiscale e dalla semplificazione del sistema tributario, con l’abolizione dello split payment e la riduzione dei tempi dei rimborsi Iva e delle ritenute sulle detrazioni fiscali, l’abolizione del reverse charge per il settore dell’edilizia, l’abolizione dell’obbligo di invio delle liquidazioni periodiche dell’iva, l’avvio più graduale della fatturazione elettronica.

Il secondo punto riguarda uno dei problemi mai risolti in questo Paese: l’accesso al credito delle pmi, innovando e rinnovando l’intero sistema creditizio e finanziario, caratterizzato da gruppi bancari ormai di dimensioni internazionali che portano all’estero gli utili realizzati, e non investono e non ascoltano le richieste delle micro imprese. E’ necessario investire sui confidi da sempre strumento di sussidiarietà per le aziende e potenziare strumenti innovativi come il microcredito. ”Per tornare a crescere”, questo il titolo del documento di Confartigianato, è necessario sostenere crescita e competitività, tutelando la produzione made in Italy di qualità e assicurando uno spazio riservato al lavoro delle micro e piccole imprese.

Gli ultimi due punti delle proposte confederali riguardano il lavoro e la tecnologia digitale. Le strade percorse negli ultimi tempi sembrano essere quelle giuste, ma è necessario continuare a puntare sul sistema bilaterale e su quella che oggi rappresenta la migliore arma a disposizione delle imprese: la tecnologica digitale. Oltre a queste cinque proposte, il mondo delle piccole imprese ha bisogno di due interventi di contesto, illustrati ancora dal Segretario generale di Confartigianato. ”Sono due le richieste di contesto: il superamento dell’attuale legge quadro sull’artigianato, che è vecchia, superata, di un’altro secolo, e una legge che regolamenti la rappresentanza, per evitare che chiunque possa vantare di avere rappresentatività del settore, proprio come accade oggi”.

aiac_banner_02
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 02
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
lafune_300 x 600
monastero interno
asvis 2
Onda