
VITERBO – Sabato 18 dicembre, questo il giorno fissato per le votazioni che andranno a rinnovare la presidenza e il consiglio di Palazzo Gentili. I sindaci saranno chiamati a eleggere il successore di Pietro Nocchi e i consiglieri la composizione del nuovo consiglio.
Si tratta di votazioni di secondo livello, che non coinvolgono direttamente i cittadini. Di fatto la riforma Delrio ha tagliato fuori tutti mettendo la scelta in mano agli eletti nei comuni del territorio provinciale. Con un meccanismo che tiene conto della popolosità di ogni singolo comune ogni consigliere ha un peso diverso a seconda del numero di cittadini rappresentati.
Il pallottoliere politico di oggi, dopo l’ultima tornata elettorale del 3 e 4 ottobre, evidenzia una situazione che dà il 55% dei consensi esprimibili in mano al centrodestra e il 45% al centrosinistra. Ma questo non basta a chiudere la partita. Infatti c’è l’incognita Forza Italia, interessata da due tipi di movimenti: uno per stare nell’alveo naturale del centrodestra e un altro che strizza l’occhio al Pd, rinnovando l’attuale alleanza che ha tenuto in vita Nocchi e che guarda a un presidente nuovo azzurro.
Due le anime forziste quindi: una facente capo al coordinatore provinciale Andrea Di Sorte e l’altra ad Alessandro Romoli. In caso di rottura tra le due visioni del partito diventa centrale capire il posizionamento di sindaci e consiglieri da una parte o dall’altra. Nel caso dei consiglieri diventano importanti più degli altri, per il meccanismo del voto che attribuisce un peso maggiore o minore a seconda del numero di abitanti del comune di cui si è espressione, quelli del capoluogo.
Le danze abbiano inizio. Sarà un valzer scandito a colpi di cannone, potete giurarci.


















