Elezioni comunali 2018, frega chi vuole fregarti
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La grande mattanza delle elezioni comunali alle porte. Il 2018 non ci regalerà le emozioni del mondiale ma sarà, da qui a un mese, un grande spettacolo per tutti i viterbesi.

La grande mattanza delle elezioni comunali alle porte. Il 2018 non ci regalerà le emozioni del mondiale ma sarà, da qui a un mese, un grande spettacolo per tutti i viterbesi.

Ne vedremo di tutti i colori, potete giurarci. Otto candidati sindaco e una montagna di candidati semplici. Aspiranti consiglieri, i più ambiziosi sperano in un posto nel Paradiso della futura giunta. Centinaia di uomini schierati per il proprio numero uno. Uomini, donne, professionisti, personaggi in cerca d’autore. Si vota! 

Il grande circo della politica locale è in pieno fermento. Tutti pronti per lo spettacolo. L’unico che ha qualcosa da perdere in tutta questa nuvola è il cittadino, l’elettore. Chi si candida alla fine ci prova. Ci prova quello perbene, che ha in mente un’idea della città. Ci prova quello “parafieno” che cerca la poltrona, l’accesso al Palazzo. Per i più svariati motivi, spesso anche la semplice vanagloria e la soddisfazione del proprio ego. 

Ma non è un gioco neutro. La posta in gioco è altissima. La posta in gioco è il futuro della città e quindi si va a definire come andranno le cose da qui ai prossimi cinque anni. Non un tempo breve. Un tempo che se si imbrocca la strada giusta porterà cose buone ma se si sbaglia la scelta si tradurrà in tempo perso. Tempo perso per una cosa importantissima: casa nostra, Viterbo.

Gli elettori hanno tanto da perdere. Dalla qualità del governo della città dipendono le tasse che andrete a pagare, le possibilità di lavoro per voi e i vostri figli, la qualità dei servizi e della vita. Perché là dove ci sono idee di sviluppo c’è lavoro e dove la logica è quella dell’assistenzialismo c’è solo il lavoro per il vicino di casa. Quello che magari conosce “i santi” giusti e ha la famiglia miracolata dove padre, madre, figlio, figlia e forse anche il cane lavora in un qualche posto pubblico, fosse anche passaggio cooperativa. 

L’unica finestra temporale dove ognuno di noi ha un potere forte è quella del voto. Passato questo attimo bisognerà attendere ancora e intanto gli anni passano, le mamme imbiancano …

Allora la parola d’ordine per tutti sia “frega chi vuole fregarti”. Come si fa? Ci permettiamo di suggerire una serie di atteggiamenti che l’elettore, a nostro avviso, dovrebbe assumere. In primo luogo “non votare il parente” per il semplice fatto che è zio, nipote, cognato, fratello. Non sentitevi in obbligo verso nessuno per un qualche rapporto di vicinanza, fosse anche la semplice amicizia. La persona che si è candidata ha condiviso con voi la decisione? Se sì pensateci un attimo, se no allora non fatevi scrupolo. 

Anche perché il giochetto dei “signori della politica” è costruire liste lunghe, anche con persone con nessuna qualità politica e amministrativa, proprio per imbrigliare il voto delle famiglie, delle amicizie. E’ un trucco triste e vecchio. Quindi votate solo parenti e amici che sapete avere qualità di governo, perché altrimenti sputtanate il voto e con esso il futuro.

Altro capitolo è quello delle promesse. In campagna elettorale tutti promettono e tutti mentono. Specie in questi tempi dove i posti di lavoro possono venire solo da veri cambiamenti, idee e innovazione. I lavori di clientela non esistono più e farsi scippare il voto da promesse di questo tipo significa meritarsi la patente da idiota. Con nessun rispetto di se stessi. Alle perse vi consigliamo di portare il candidato “promettente” dal notaio. 

Invitiamo a scegliere persone capaci di immaginare un futuro per il territorio. Che conoscete per capacità e che sono capaci di raccontare cose innovative. Perché c’è bisogno di innovazione e non delle solite cosucce. Francamente non sappiamo se tra i candidati che si presenteranno ci sono queste figure che consigliamo. Anche perché non è detto che il nostro giudizio su uno o sull’altro sia corretto. Ognuno di voi è in grado di valutare e decidere, una volta liberatosi dalla pressione del voto al parente o vicino e dall’inganno ormai datato della promessa. 

Avete più possibilità di vincere l’Enalotto che vedere realizzata una promessa personale fatta in campagna elettorale. Ci sono più probabilità nel primo caso. Eppoi volete mettere la soddisfazione di fregare chi vuole fregarvi! Votate bene, informatevi. Ora avete in mano voi la fune, dovete scegliere se impiccare il vostro futuro o i pifferai. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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