Elezioni Amministrative, a Civita Castellana e Tarquinia nessun apparentamento
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VITERBO - Il 9 giugno Giulivi e Moscherini a Tarquinia e Caprioli e Zezza a Civita Castellana si presentano con la stessa squadra del primo turno. Dunque tutti al ballottaggio senza nessun apparentamento.

VITERBO – Nessun apparentamento per Antonio Zezza e Franco Caprioli a Civita Castellana, Alessandro Giulivi e Gianni Moscherini a Tarquinia.

Domenica prossima, al ballottaggio per le elezioni comunali, i candidati sindaco si presenteranno con gli stessi schieramenti del primo turno.

A Civita Castellana, Franco Caprioli, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e dalla lista civica Noi con Civita Castellana non incassa il sostegno di Forza Italia, che al primo turno gli aveva contrapposto un altro candidato sindaco. Il che la dice lunga sul deterioramento dei rapporti nel centrodestra, sia nazionale che locale.

Antonio Zezza, sostenuto dal Partito democratico e dalla lista civica Insieme per Civita,  ha raggiunto il 20.59% ha tentato di trovare accordi con altre liste, specialmente con quella di Rifondazione Comunista che al primo turno aveva fatto un ottimo risultato attestandosi al 9%. Ma, purtroppo per Zezza, alla fine nessun accordo è stato raggiunto.

A Tarquinia Alessandro Giulivi , sostenuto da Lega e dalle liste civiche Noi per Tarquinia e Futura Tarquinia va al secondo turno con il suo 33,72% e, forte del risultato, non ha cercato apparentamenti.

Stesso discorso per Gianni Moscherini, sostenuto da FdI e dalle liste civiche Obiettivo comune, Il cantiere della nuova politica, e Moscherini sindaco.  Moscherini ha raggiunto il 24,30% al primo turno e ha deciso di tentare da solo ad incrementare tale risultato elettorale.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

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