Elezioni a Viterbo, parte il toto candidato: è pioggia di nomi
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VITERBO - Ne vedremo delle belle e non solo perché tra i papabili al ruolo di sindaco di Palazzo dei Priori aspirerebbero tante donne. Non mancano infatti anche i bellimbusti. Con l'orizzonte del voto a giugno la città capoluogo ha davanti a sé sei mesi "da bere". Roba da perderci la testa. 

VITERBO – Ne vedremo delle belle e non solo perché tra i papabili al ruolo di sindaco di Palazzo dei Priori aspirerebbero tante donne. Non mancano infatti anche i bellimbusti. Con l’orizzonte del voto a giugno la città capoluogo ha davanti a sé sei mesi “da bere”. Roba da perderci la testa. 

La campagna elettorale è di fatto già iniziata e iniziano le prime riunioni, incontri e le azioni di intelligence a cui sono collegati i rumors “spifferati”. La polverizzazione dello scenario politico mette in ballo tanti possibili sindaci. La più scontata, perché certa, è Chiara Frontini di Viterbo2020. Le indiscrezioni la danno molto attiva non solo nelle dichiarazioni ma anche negli incontri con altre forze politiche. Per governare ha bisogno di allargare il campo e quindi costruire alleanze ma non è detto, anzi, che le cose si allineeranno in questa direzione e i fatti, alla fine, potrebbero spingerla a fare ancora un giro da sola. 

I bene informati, mitologiche figure, danno per certa anche l’assessore regionale Alessandra Troncarelli in quota Pd. Ma il suo momento arriverebbe solo se possibile un’alleanza al primo turno con Forza Italia, la stessa in vigore a Palazzo Gentile. In caso di impossibilità allora sarebbero pronti a scendere in campo altre figure: da Alessandro Mazzoli a Francesco Serra. 

Il Pd da solo rischia però di non arrivare al ballottaggio, come accaduto nel 2018. L’ala più di centro, che ha come sole Giuseppe Fioroni, infatti è pronta a restituire quanto ricevuto alla precedente tornata. In mancanza di una coalizione di centrosinistra allargata ai forzisti anche il Movimento Cinque Stelle potrebbe tentare le urne con un bis per Massimo Erbetti. 

Tutto da capire il destino di quello che rimane di Viva Viterbo, che oggi ha in Giacomo Barelli il suo uomo in sala d’Ercole. A destra Fratelli d’Italia guarda tra i più radicali e radicati dei suoi e trova in Laura Allegrini una potenziale candidata secca. In caso di accordo elettorale con Fondazione si aprirebbe lo spazio per la scesa in campo di Gianmaria Santucci. Accordo su cui potrebbe convergere la Lega. Ma la pedalata è lunga. Nella galassia di centrodestra altri papabili sarebbero Antonella Sberna, Daniele Sabatini. 

Forza Italia, andando da sola, candiderebbe ancora Giovanni Arena. L’ex sindaco non a caso è in campagna elettorale, come visibile dai social da cui libera colombe e continua a parlare di cose fatte come i marciapiedi a Porta Romana. Una pioggia di nomi che ha tanto l’aria di un potenziale diluvio universale. Peccato che nessun viterbese ha costruito un’arca. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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