Egidio17 prende il via: come riportare Viterbo al centro dell'Occidente
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Presente lo storico dell'Arte Claudio Strinati. Tra gli appuntamenti anche la riscoperta di affreschi dimenticati. Tra i progetti futuri quello di portare a Viterbo i ritratti di Reginald Pole e Vittoria Colonna realizzati da Sebastiano Del Piombo.

Ricordare la Viterbo che fu. Quella rinascimentale, dimenticata, che invece fu grande e importantissima, con l’ecclesia viterbiensis, e punto di riferimento internazionale “per quanti, nel primo 500 – si legge sul materiale informativo di Egidio 17 – volevano una riforma della Chiesa e della società nel suo insieme”. 500, come gli anni che nel 2017 si celebreranno per ricordare l’affissione delle tesi di Lutero a Wittenberg.

È qui che si inserisce Egidio 17, il progetto curato dal prof. Antonio Rocca che è stato presentato questa mattina in Comune a Viterbo. Si era creato in città un clima favorevole al dialogo, che prendeva le mosse dal pensiero di Egidio da Viterbo, uomo al capo degli agostiniani quando Lutero, suo confratello, dette via allo scisma. Il progetto vuole, dopo 500 anni, riportare Viterbo al centro del dibattito e riportare all’attenzione “l’esigenza – scrive il direttore artistico Rocca – di un confronto dialettico tra le differenti anime dell’Occidente”.

Egidio 17, nel suo percorso di avvicinamento al 2017, prevede già da questo fine settimana alcuni incontri per ridare vita alla Viterbo cinquecentesca, spesso dimenticata a discapito di quella medioevale. E così tra i vari eventi della manifestazione ci sono la riscoperta di alcuni affreschi del Castello di Montecalvello, la cui attribuzione verrà svelata venerdì 31 alle 16 presso la Rinascimentiamo Gallery alla presenza, tra gli altri, dello storico dell’arte Claudio Strinati; l’installazione della Venere di Eva Gerd a piazza del Gesù (31 ottobre ore 13); l’apertura presso il centro Diocesano degli archivi con l’esposizione di materiale del 400\500 a cura del prof. Osbat (31 ottobre ore 18);

l’indagine del rapporto tra le due città farnesiane Parma e Viterbo nel cinquecentenario della “Pace di Viterbo” (1 novembre ore 11, piazza san Carluccio); la riapertura e riscoperta, delle scuderie di Palazzo Orsini a Bomarzo, dove si trova un obelisco di cui non si sa nulla e “che potrebbe essere – ha spiegato Rocca – l’inizio del percorso ermetico del Sacro Bosco” (1 novembre ore 13); l’inaugurazione presso il Museo Colle del Duomo del nuovo allestimento della tavola michelangiolesca della Crocifissione (1 novembre ore 18); il reading di Gian Maria Cervo di “La carne del Marmo” dedicata a Michelangelo (1 novembre ore 19);

la presenza del progetto “Il teatro di memoria” (2 novembre ore 11, palazzo Brugiotti); la proposta all’Unesco del sistema delle ville e giardini della Tuscia come Patrimonio dell’Umanità (2 novembre ore 16, Palazzo degli Alessandri).

In cantiere anche altre iniziative. Il 23 novembre arriverà il collettivo di scrittori Wu Ming, “tra i primi a far conoscere al mondo l’ecclesia viterbiensis”. Tra i progetti più ambiziosi quello di portare a Viterbo le opere di Sebastiano Del Piombo che ritraggono Reginald Pole e Vittoria Colonna, custoditi all’Hermitage di San Pietroburgo e a Barcellona.

“Egidio17 – ha commentato l’assessore alla cultura del comune di Viterbo Antonio Delli Iaconi – ci mostra la strada da seguire”. “Questa – ha detto il suo omologo di Palazzo Gentili Giuseppe Fraticelli – è una occasione da non perdere per rimettere al centro dell’interesse Viterbo”. Sulla stessa linea il direttore di Confartigianato Andrea De Simone che ha sostenuto il progetto. “È un progetto di lungo periodo – ha detto – che non può che avere risvolti positivi per la città”.

L’inaugurazione è per il 31 ottobre alle ore 11 presso la Sala Regia di Palazzo dei Priori. Per info e prenotazioni 328.7383251, 347.8685489.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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