Egidio17 come marchio collettivo: "l'associazione deve crescere fino a morire"
Egidio17
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Assente o quasi il comune di Viterbo. L’assessore della cultura Antonio Delli Iaconi è arrivato a metà conferenza e se è andato senza aver preso parola poco dopo, nell’indifferenza generale.

Egidio17 come marchio collettivo, da riempire collegialmente. È stato presentato questa mattina presso la sede della Fondazione Carivit presso Palazzo Brugiotti, il nuovo corso dell’associazione nata per ridefinire nelle coscienze cittadine, ma non solo, il ruolo di Viterbo in riferimento alla Riforma Protestante.

La presentazione arriva a pochi giorni dal 31 ottobre, data cardine nella storia del cristianesimo. Il 31 ottobre 1517, 498 anni fa, Lutero infatti affisse le sue tesi sulla chiesa di Wittenberg dando così vita alla riforma protestante, culminata poi con lo scisma. In quel periodo i teologi viterbesi, appartenenti al cosiddetto circolo degli spirituali, furono protagonisti dell’accordo di Radisbona stretto con i Luterani, accordo poi rinnegato da Roma e dal partito anti-viterbese che riuscì ad avere la meglio e ad annientare il circolo viterbese dando via all’Inquisizione, che li fece tacere. In questo contesto si staglia la figura di Egidio Antonini da Viterbo. Teologo, filosofo e cardinale che fu l’ispiratore delle tesi di Wittenberg e in prima linea per evitare quel che poi è accaduto: ovvero lo scisma.

Egidio17 è nato proprio per cercare di riportare alla memoria quegli anni quando Viterbo era la capitale del dialogo europeo. E lo fa puntando direttamente al 2017 quando si festeggerà in tutto il mondo il cinquecentenario della Riforma. Una occasione unica di visibilità e di recupero della memoria perduta, almeno nelle coscienze collettive.

“È arrivato il momento – ha spiegato il fondatore e direttore artistico di Egidio17 Antonio Rocca – di far crescere l’associazione, fino a farla morire. Egidio17 deve essere posseduta dalle altre realtà che lavorano sul territorio e deve diventare un nome collettivo. Vogliamo evitare che questa transazione, però, venga pervasa dalla banalizzazione. Serve un argine che divida professionalità e dilettantismo. Ecco il marchio Egidio17 deve far capire dove si sta. Abbiamo bisogno – ha concluso – delle tante intelligenze che vivificano la città”.

Ed è così che sono intervenuti alla presentazione rappresentanti di molte realtà culturali del territorio, con le quali Egidio17 collabora. Da Quartieri dell’Arte a Caffeina, da Medioera ad Algoritmo, dall’associazione Dimore storiche e ad Archeoares. E studiosi e performer come Sofia Varoli Piazza e Antonello Ricci. Presente anche Mario Mattei dell’Ordine degli Agostiniani. “Egidio – ha detto Mario Mattei – è un personaggio qualificante del Rinascimento. È importante riscoprirlo”.

Assente o quasi il comune di Viterbo. Il coordinatore del tavolo Vincenzo Ceniti ha glissato spiegando che è ancora presto per il coinvolgimento dell’amministrazione, ma alla fine l’assessore della cultura Antonio Delli Iaconi è arrivato a metà conferenza e andandosene senza aver preso parola poco dopo nell’indifferenza generale.

Tra le prossime iniziative il 31 ottobre alle 17 presso la tribuna del Coro della Cattedrale di San Lorenzo, si terrà la conferenza “La memoria ritrovata” con Antonio Rocca, direttore artistico di Egidio 17, e Gianpaolo Serone, presidente della società Archeoares.

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