Egidi: "Rifinanziare gli attrattori culturali"
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Egidi annuncia un circuito di incontri con il mondo delle associazione culturali per riprendere un lavoro su queste opportunità. “La cultura – conclude Egidi – come motore dello sviluppo del territorio appannaggio di tutti e non di pochi”.

“Ripensare la politica culturale attraverso un sistema coordinato di iniziative per promuovere le eccellenze del territorio e favorire lo sviluppo armonico della Tuscia”. E’ quanto sostiene Andrea Egidi, candidato Pd alle Regionali del Lazio, secondo cui in campo culturale è necessario evitare squilibri, concentrando sforzi e risorse su singole iniziative e lavorare, al contrario, su progetti integrati e coordinati di più ampio respiro.

“Una politica culturale lungimirante – dice Egidi – non può limitarsi a guardare e sostenere solo qualche festival seppur importante. Per questo chiederò al presidente Zingaretti di rifinanziare gli attrattori culturali – annuncia Egidi – scelte che erano nate una decina di anni fa proprio con lo scopo di realizzare un sistema di iniziative di marketing territoriale, promuovendo in particolare, gli attrattori culturali della Tuscia: i luoghi di eccellenza di riconosciuto rilievo nazionale e internazionale dal punto di vista archeologico, architettonico o paesistico. Da noi – ricorda Egidi – furono individuate quattro aree tematiche di investimento: gli etruschi, i Farnese, la via Amerina, la via Francigena. La visione d’insieme consentì in quegli anni un salto di qualità rispetto ad operazioni spot che permisero un importante rilancio della Tuscia. Ripartiamo da lì, puntando su operazioni complessive per rilanciare la cultura nella Tuscia.

Egidi annuncia un circuito di incontri con il mondo delle associazione culturali per riprendere un lavoro su queste opportunità. “La cultura – conclude Egidi – come motore dello sviluppo del territorio appannaggio di tutti e non di pochi”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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