Egidi: "La destra è scomparsa, è boom Pd"
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"Se c'è qualcuno nel Pd che guarda con soddisfazione al risultato della civica il problema è il suo. Quello che mi interessa è il risultato, col botto, del Partito Democratico e il fatto che la destra sia praticamente scomparsa", così commenta il voto delle provinciali il segretario Pd Andrea Egidi.

“Il Partito Democratico si conferma sempre più la prima forza politica del territorio”, è un Andrea Egidi soddisfatto quello che commenta il risultato delle votazioni di domenica 3 maggio. Il segretario provinciale del Partito Democratico abbozza un’analisi dei numeri venuti fuori dalle urne.

“Il centrodestra non esiste più”, è la sua prima constatazione.

Ma i dati da analizzare sono parecchi. “Vorrei sottolineare il 70% circa di consenso raccolto dalla candidatura di Mazzola. Significa che la candidatura è stata costruita bene ed è quindi stata ampliamente condivisa dagli amministratori del territorio. E’ un risulta col botto, che non mi aspettavo”, la riflessione numero due.

Poi c’è un passaggio anche sui buoni rapporti con la Regione Lazio: “Il numero su Mazzola è anche figlio di una vicinanza dell’amministrazione regionale, guidata da Nicola Zingaretti, con il Viterbese. Il presidente è venuto all’ufficializzazione della candidatura del sindaco di Tarquinia alla presidenza della Provincia, ha così dato un segnale. Ci ha messo la faccia e il risultato così abbondante è anche frutto di questo”.

Infine il tasto amaro. Il Pd ha preso sei consiglieri e la lista dei Moderati e Riformisti tre. Egidi: “Non mi interessa, sono stati alleati preziosi. Per quel che mi riguarda guardo al Partito Democratico, se c’è qualcuno nel Pd entusiasta per il risultato della civica il problema è il suo”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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