Egidi: "Dimissioni ferme, effettive e irrevocabili”
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Andrea Egidi chiarisce la sua posizione in merito alla decisione del reggente del Pd, Maurizio Martina, che, in attesa dell’Assemblea nazionale del Partito democratico e per consentire un’ attività di confronto e di presenza sui territori dopo il voto del 4 marzo, ha sospeso “ogni percorso congressuale, determinato da dimissioni intervenute in questi giorni o da scadenze naturali”.

“Congelato l’iter per la scelta del nuovo segretario provinciale del Pd, ma le mie dimissioni restano ferme, effettive e irrevocabili”. Andrea Egidi chiarisce la sua posizione in merito alla decisione del reggente del Pd, Maurizio Martina, che, in attesa dell’Assemblea nazionale del Partito democratico e per consentire un’ attività di confronto e di presenza sui territori dopo il voto del 4 marzo, ha sospeso “ogni percorso congressuale, determinato da dimissioni intervenute in questi giorni o da scadenze naturali”.

“Ritengo saggia e di buon senso l’idea di Martina di attendere l’esito della prossima assemblea nazionale prima di nominare i nuovi segretari provinciali – aggiunge Egidi – Va anche chiarito, però, che il ‘fermi tutti’ è riferito solo all’iter rispetto alla nuova elezione dei segretari. Questo non significa che io resto in sella. Le mie dimissioni sono tutt’altro che congelate. Restano effettive e irrevocabili. Una decisione, quella di Martina, che è destinata nell’immediato a far sì che la direzione provinciale, organismo nel pieno delle proprie funzioni, stabilisca le giuste modalità per consentire al Pd viterbese di vivere Ia fase di transizione nel modo più unitario ed equilibrato possibile in vista della discussione e delle scelte legate alle prossime elezioni amministrative. Una fase comunque che non vedrà impegnato il sottoscritto in prima persona”.

Cosa accadrà ora? Il segretario reggente Maurizio Martina ha congelato tutto fino ad aprile. E il Pd dovrà elaborare una strategia per le prossime comunali. Leggi di più.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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