Egidi: "Diciamo no a un accordo di governo tra Pd e Cinque Stelle"
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Un appello agli iscritti del Pd per dire no a un accordo tra dem e Movimento 5 Stelle. Ad accogliere la proposta avanzata da oltre un centinaio di dirigenti e militanti del Pd romano e rilanciarla nella Tuscia è l’ex segretario provinciale Andrea Egidi, che chiede agli iscritti di esprimersi prima della direzione nazionale del 3 maggio.

Un appello agli iscritti del Pd per dire no a un accordo tra dem e Movimento 5 Stelle. Ad accogliere la proposta avanzata da oltre un centinaio di dirigenti e militanti del Pd romano e rilanciarla nella Tuscia è l’ex segretario provinciale Andrea Egidi, che chiede agli iscritti di esprimersi prima della direzione nazionale del 3 maggio.

“In questi giorni mi sono convinto del fatto che abbiamo bisogno di costruire un segnale politico relativo alla discussione che si sta aprendo nel PD sul rapporto con i Cinque Stelle – dice Egidi – Non si può essere fermi, serve dire ciò che si pensa perché il passaggio è decisivo, non solo per il futuro del Pd quanto per il Paese. Non possiamo aspettare l’esito della direzione nazionale per poterci esprimere”.

Egidi rilancia l’appello quindi a dirigenti locali, iscritti ed amministratori della provincia di Viterbo “che vogliono evitare questo scenario”.

“In un passaggio come questo occorre costruire un segnale chiaro anche in relazione alla direzione nazionale dei prossimi giorni. Per questo – aggiunge Egidi – chiedo a tutti dire no e di sottoscrivere l’appello. Appello che è aperto. Continuiamo in queste ore a raccogliere adesioni e continueremo dopo la direzione nazionale”.

Questo è il testo che Egidi e l’area politica che fa capo a lui chiedono di sottoscrivere:

“Il prossimo 3 maggio si terrà la direzione nazionale del Partito Democratico per decidere se aprire ad un governo con il M5S. Dopo 50 giorni di un teatrino politico indecente tra il M5S e il centro destra ci viene chiesto di valutare un accordo con il M5S. Noi, iscritti, quadri del partito, segretari municipali, segretari di sezione, amministratori diciamo no. Diciamo no, non per gli insulti pesantissimi di questi anni che ha ricevuto la nostra comunità anche giornalmente, ma perché il programma del M5S e come è stato approvato e poi modificato non ha nulla in comune con il Partito Democratico e con quello che rappresenta. Per questo chiediamo, con questo appello aperto alla firma di chi ci si riconosce, a tutti i membri della direzione nazionale del Lazio di votare no in direzione e di lanciare invece una nuova stagione, non ancorata a schemi vecchi del passato che qualcuno tenta di rilanciare, che possa portarci alle prossime elezioni ad avere di nuovo la fiducia della maggior parte dei cittadini Italiani. Perché se ci troviamo in questa situazione e se la maggior parte dei cittadini non ci hanno dato fiducia è perché abbiamo sbagliato e da questo dobbiamo ripartire. Viva il PD, Viva l’Italia”.

I primi sottoscrittori sono: Marzia Arconi, consigliere comunale Bomarzo, Renato Trapè, coordinatore Pd Montefiascone, Sonia Perà, assessore comunale città di Viterbo, Antonio Rizzello, vice segretario unione comunale Pd Viterbo, Maria Laura Santi, iscritta Tarquinia, Giorgio Melani, direzione provinciale Pd, Gianpaolo Piccini, coordinatore Pd Civitella d’Agliano, Michele Bassanelli, coordinamento circolo Pd Soriano nel Cimino, Franco Dore, direzione unione comunale Pd Viterbo, Antonello Dore, coordinatore Pd Grotte di Castro, Alessia Leali, iscritta Ronciglione, Leonardo Di Russo, coordinatore Pd Bolsena, Gloria Galli, coordinamento Pd Blera, Alessandro Gregori, iscritto Pd di Vallerano, Marco Bondini, coordinatore Pd Ronciglione, Romina Proietti, coordinamento Pd Soriano nel Cimino, Simone Brunelli coordinatore Pd Civita Castellana, Paolo Aleandri capogruppo Pd consiglio comunale Civita Castellana, Roberto Gabrielli coordinatore Pd Monte Romano, Vanessa Losurdo assessore comunale Civita Castellana.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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