Educazione emotiva, due psicologi viterbesi in tour per "fare scuola"
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I due professionisti stanno girando le scuole d'Italia per la diffusione del format della Didattica delle Emozioni®️, ideato dai due psicologi proprio a Viterbo.

VITERBO – Continua il tour degli psicologi Ulisse Mariani e Rosanna Schiralli, finalizzato alla formazione dei Dirigenti Scolastici appartenenti all’Associazione Nazionale Presidi. Giovedì 26 febbraio, dopo la Lombardia, è stato il turno dei Dirigenti della Regione Friuli Venezia Giulia.

L’incontro si è svolto a Udine presso l’Istituto “Arturo Malignani”, considerato il più grande d’Italia, contando circa 2700 studenti. L’evento si inscrive in un programma di diffusione del format della Didattica delle Emozioni®️, ideata dai due psicologi proprio a Viterbo, e per promuovere l’adesione alla Rete Nazionale per l’Educazione Emotiva, la nuova infrastruttura culturale delle scuole, impegnata appunto nell’introduzione dell’insegnamento dell’educazione emotiva e delle competenze non cognitive nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.

La Rete Nazionale, nata nel dicembre scorso, sempre per iniziativa di Mariani e Schiralli, conta già sull’adesione di più di 40 Istituti italiani, ma il numero è destinato a crescere proprio in virtù di questi incontri di alto profilo. La Rete Nazionale è coordinata dall’Istituto comprensivo 4 di Grosseto, che funge da capofila, e da altri due Istituti comprensivi di Aquileia e Gaeta, molto attivi in questa prima fase. Si tratta dunque di un progetto alquanto ambizioso, finalizzato a valorizzare l’aspetto qualitativo dell’educazione scolastica, concentrandosi soprattutto sulla costruzione dell’Empatia e su quelle importanti competenze in grado di offrire alle nuove generazioni (oggi così tanto in difficoltà)gli strumenti per costruire un futuro migliore.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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