Ecosistema urbano, Viterbo città con le auto che non inquinano l'aria. I paradossi della statistica
Foto Francesco Mattioli
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VITERBO - Ma non è colpa degli statistici. Se ad uno statistico dai il compito di considerare la variabile X all’interno di un indice XN, lui esegue. La domanda è un’altra: quella variabile X va presa in considerazione nel valutare l’indice XN? E questa, è una scelta di valore. Cioè ideologica.

di Francesco Mattioli

VITERBO – Ecosistema urbano, indagine Legambiente – Sole 24 Ore. Viterbo è al 96° posto per tasso di motorizzazione; come dire, troppe auto. E il danno principale che fa la motorizzazione, è noto, è quello di inquinare l’aria cittadina.

Dunque: se i viterbesi camminassero tutti a piedi o dessero mano a carretti, cocchi e carrozze, sarebbero in testa alla classifica, invece che novantanovesimi. Come dire che, se non ci fossero i computer, nessun hacker sguazzerebbe nei nostri conti in banca; o che se non ci fosse l’energia elettrica, nessuno prenderebbe la scossa. Ma poi? C’è qualcosa che non va…

Se l’estrema densità di automobili circolanti è un danno, questo lo si dovrebbe dedurre da un’aria particolarmente inquinata. E invece, manca poco che Viterbo sia la città con l’aria più pura che c’è: quarta, settima e decima per le polveri sottili di varia dimensione. C’è qualcosa che non va…

Ma non è colpa degli statistici. Se ad uno statistico dai il compito di considerare la variabile X all’interno di un indice XN, lui esegue. La domanda è un’altra: quella variabile X va presa in considerazione nel valutare l’indice XN? E questa, è una scelta di valore. Cioè ideologica. E ogni scelta ideologica è di parte, può soddisfare chi le pensa in un certo modo, ma non è necessariamente un assioma; anzi…

Un mio collega veneto (insegnava sociologia urbana, guarda un po’…) alcuni anni fa mi diceva: “Quasi quasi vengo a vivere a Viterbo…certo non è molto ben tenuta, nel verde, nella pulizia, ma tutto sommato si vive meglio qui che in tante grandi città, comprese quelle del nord… “. Detto da uno che se ne intendeva, questa affermazione stona un pochino con i dati della ricerca di Legambiente-Il Sole 24 Ore. Si potrebbe obiettare che un conto è una impressione individuale, un conto è una indagine statistica, cioè scientifica, cioè oggettiva; ma se questa è condizionata ideologicamente, dove sta la scienza? Quale è la vera differenza?

Intendiamoci: Viterbo sul piano ecosostenibile sta certamente in retroguardia, anche se forse un po’ meno di quanto appaia nelle graduatoria di Legambiente-Il Sole 24 Ore. Il civismo individuale e quello pubblico sono tutt’altro che il massimo; tanta maleducazione, tanta approssimazione, tanta giungla, tante buche, tanta monnezza lasciata in bella vista, tanta incuria complessiva, e – tra l’altro – se vi fosse una politica di incentivazione reale del trasporto pubblico, si vivrebbe molto meglio. Ma far passare certe rilevazioni (siamo a fine anno, vedrete tra poco quante altre classifiche spunteranno…) per delle verità, può essere comprensibile nei non addetti ai lavori, che sbavano davanti ad un 0,5% in più o in meno, ma non è giustificabile in chi a quei lavori è addetto, e dovrebbe essere più smaliziato su certe cose.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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