
VITERBO – Rapporto Legambiente sull’ecosistema urbano, Viterbo perde 10 posizioni in un anno. Di chi la colpa? I dati parlano chiaro: dei viterbesi. Anche se la composizione del report funziona con un meccanismo articolato dove scattano punteggi extra per premiare politiche innovative intraprese. Ma tali politiche a Viterbo difficilmente c’erano nel 2021 e poi sono scomparse nel 2022. Tra l’altro chi vorrà leggere questa analisi come una difesa d’ufficio di Chiara Frontini si sbaglia perché i dati del dossier 2023 fanno riferimento all’anno 2022, Frontini è entrata in comune soltanto in estate. E’ stata un’accusa d’ufficio, piuttosto scomposta, quella di alcuni che hanno voluto politicizzare la lettura del dossier a fini propagandistici.
Confrontando lo stesso rapporto nell’edizione 2022 e nell’edizione 2023 emerge che non è mutata la posizione di Viterbo su questioni in capo all’amministrazione della città ma piuttosto per il perpetuarsi di comportamenti poco virtuosi da parte dei cittadini. E buttarla in politica non serve altro a trovare un capro espiatorio ma non porta questa comunità verso il proprio miglioramento. E’ l’inganno della politica, quella fatta male e abituata a buttarla sempre in caciare per rincorrere il consenso.
I giornali devono fare un altro lavoro e cercare di capire e aiutare a capire la realtà dei fatti. Così abbiamo preso le due tabelle del 2022 e del 2023 e siamo andati a vedere cosa è successo e cosa ha fatto scivolare Viterbo di dieci posizioni in dodici mesi su misuratori di ambiente, aria, acqua, mobilità e rifiuti.
Sul “solare pubblico” nei due rapporti c’è sempre un 27esimo posto per Viterbo. Sull’uso efficiente del suolo si registra lo slittamento di una posizione (da 98esimo a 99esimo nel 2023), sulle isole pedonali sempre 105esimo. Sulla misurazione del verde pubblico invece è stato modificato il modo di raccolta del dato.
Dove Viterbo è peggiorata tanto è sul Pm10: dall’ottavo posto del 2022 al 21esimo. Siamo o non siamo la città dove si fanno le barricate per preservare il diritto a parcheggiare davanti alle vetrine dei negozi? Sì, lo siamo eccome. Ecco le macchine immettono nell’area polveri sottili e inquinamento, quindi più le usiamo e più si inquina. Nessun sindaco punta la pistola alla tempia dei viterbesi e gli intima di usare l’auto. Anzi quando un’amministrazione costruisce piste ciclabili, punta ad aumentare le isole pedonali e parla di chiudere il centro in realtà sta cercando, per quello che può fare, di scoraggiare l’uso di auto.
Peggiorato anche l’ozono: da 13esima a 25esima posizione. Migliorato invece il biossido di azoto: da 28esima a 20esima. Migliora anche il posizionamento sull’acqua: sulla dispersione idrica siamo passati dalla 52esima alla 44esima posizione. Sui consumi idrici domestici, qui i viterbesi sono stati bravi ma forse sono stati anche incoraggiati dai rincari Talete, da posizione 15 a 11.
Peggioriamo per numero di passeggeri del trasporto pubblico: da 79 a 89esima posizione e peggiora l’offerta del trasporto pubblico da 91esima a 98esima posizione.
Peggioriamo sulla quantità di raccolta differenziata ma di poco: da 72 a 74esima e sui rifiuti prodotti da 11 a 16esima posizione. Anche qui tanto dipende dai viterbesi. In molti non hanno ancora imparato a fare bene la differenziata, altri abbandonano i rifiuti in strada o intasano i cestini del centro storico con i rifiuti domestici perché sono in affitto a nero e non hanno i mastelli. Insomma i viterbesi, più che i politici viterbesi, con i loro comportamenti affossano la città. Se interessa a qualcuno risultare più virtuosi bisogna fare una semplice cosa: iniziare a esserlo. Capire che per andare in un negozio del centro non devi parcheggiarci davanti, capire che si potrebbe utilizzare anche l’autobus per gli spostamenti e capire che le case a nero non si affittano e soprattutto che i rifiuti di casa non si gettano nei cestini in strada.
La politica cittadina invece dovrebbe capire che il consenso andrebbe cercato e ottenuto puntando sulle proprie capacità, sviluppando progetti, portando avanti battaglie sensate e non andando a caccia del “voto qualunque” perché fa numero. Lasciamo al personaggio divertente di Antonio Albanese quel tipo di elettorato, grazie.


















