Ecocentro Volpara, un indagato
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Un nome finisce sul registro degli indagati nell'inchiesta che ha portato a mettere i sigilli e porre sotto sequestro l'ecocentro della Volpara.

Sequestro dell’ecocentro alla Volpara, c’è un nome iscritto nel registro degli indagati.

Trapela poco sull’inchiesta giudiziaria che sta interessando la gestione dell’impianto di stoccaggio e smistamento rifiuti di strada Primomo, gestito sempre da Viterbo Ambiente.

Non è chiaro se si tratti di uno sviluppo dell’operazione Vento di Maestrale, che lo scorso 3 giugno portò all’arresto di 9 persone e finì per coinvolgere le altre sfere della dirigenza di Palazzo dei Priori e di Viterbo Ambiente, o di una nuova inchiesta.

Per ora il pubblico ministero Stefano D’Arma ha iscritto un solo nome nel registro degli indagati, ma potrebbero aggiungersi altri nelle prossime ore. L’ipotesi di reato riguarderebbero presunti reati ambientali commessi nella gestione dell’ecocentro. Struttura peraltro chiusa dallo scorso 22 maggio.

L’area dell’ecocentro è stata delimitata con il nastro bianco e rosso e sul cancello di ingresso è stato posto un cartello dove si dispone il divieto di violare i sigilli.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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