








VITERBO – “Yes, i am an american boy but anche viterbese”. Eccolo qua “mister Tuscia in Fiore”. Lo intervistiamo in call: barba a modino, vestito rigorosamente di bianco (aspirerà a fare il papa?), occhiali che fanno personaggio e una postura che già ti dice che questo le cose le vuole fare davvero. Belle? Brutte? Boh, le fa.
Nel 2022 ha messo nel flipper della sua vita una roba che si chiama Tuscia in Fiore. Scimmiottamento dell’idea di Malè-Fontana San Pellegrino in Fiore? “Manco per il cavolo” (espressione certificata dall’Accademia degli Ardenti of Viterbo city). “Tuscia in Fiore è l’evoluzione di un concetto che è dentro San Pellegrino in Fiore, l’intuizione della bellezza dei nostri borghi e della pietra (peperino n.d.r.) esaltata dai colori e dal verde – ci spiega pronto Della Rocca -. Siamo collegati con lui per fare un’intervista ma prima, insiste, deve dirci delle cose di base. Accettiamo perché non abbiamo altre possibilità, se non quella di simulare un attacco nucleare con conseguente caduta di internet ma lui saprebbe, perché prof di matematica negli Usa, che internet è stata progettata proprio per resistere anche a quell’eventualità. Andiamo quindi avanti, accettando di fargli l’intervista dopo (e infatti anche i lettori la troveranno sempre su questo giornale a parte leggi qui).
Ritorniamo all’incipit di Tuscia in Fiore. “Non solo Viterbo deve beneficiare di quest’intuizione dell’unione dei fiori e delle piante con il peperino. Anche perché se parliamo tanto di turismo dobbiamo imparare a farlo. E farlo significa costruire condizioni per “conquistare” un pasto in più e magari una notte di permanenza – continua Della Rocca -. Quindi Tuscia in Fiore per costruire un circuito, un cartellone e crescere”.
E in effetti dall’anno di inizio a oggi segnali di crescita ci sono. Il più grande, forse, è lo sbarco a Viterbo. Questo fine settimana, 17 e 18 maggio, Tuscia in Fiore sarà su via Cavour. Più di venti eventi in due giorni tutti concentrati sull’antica Via Farnesiana, effettivamente una delle più belle del capoluogo. Da piazza Fontana Grande a piazza del Comune oltre alle iniziative ci saranno i fiori. “Con tremila euro abbiamo comprato un sacco di piante e sarà bellissimo”, promette il prof.
A un certo punto ci manda in tilt. Inizia ad aprire locandine, cita duecento nomi uno dopo l’altro. Un fiume in piena di energia ed entusiasmo, perché lui è così. Siamo costretti e lo inchiodiamo alle nostre domande, alcune anche scomode (leggi qui) e portiamo a casa la nostra intervista.
Su Tuscia in Fiore a Viterbo le cose da sapere sono che ci sarà sabato 17 e domenica 18 maggio. Che ci saranno più di venti eventi e il più significativo sarà alle 18,30 di sabato con il ‘Primo Festival dei Cantautori della Tuscia’. Sette cantautori viterbesi (Viterbo e provincia) si sfideranno da un palco allestito sui meravigliosi gradini che conducono da via Cavour a via Saffi (all’ombra di Casa Poscia). Sarà attivo dall’alba al tramonto uno spazio con i laboratori per bambini. Sono previste nei due giorni più di 60 attività diverse tra cui la preparazione dei biscotti, lavori in creta, laboratorio di Lego e pittura.
Una macchina organizzativa snella composta da Della Rocca e dal suo team storico di quattro-cinque persone, più le commercianti di via Cavour, che Della Rocca stesso definisce “dei gioielli paragonabili alle splendide mamme che a Bagnaia realizzano Halloween”. Un ringraziamento speciale il prof intende farlo ad Alessia Terri, per il supporto.
Tutto il resto è nell’intervista che trovate su La Fune. Qui ci basta sapere che ci sono le premesse per un bel fine settimana nel centro storico di Viterbo.


























