Ecco 'L'Isola che non c'è', apre un pensatoio per Viterbo. Inizia la caccia alle idee
Viterbo dall'alto
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Uno spazio per pensare, confrontarsi e dire la propria. Tirare fuori idee per ragionarci sopra, lavorare e costruire prospettive per il domani del territorio. Tutto questo è 'L'Isola che non c'è', organizzato da Fondazione per domenica 29 novembre. Tutto andrà in diretta su Radio Verde.

Un pensatoio per la Tuscia. Chiamatelo ‘L’isola che non c’è’ e se volete farci un giro dentro, magari lasciando anche le vostre idee e messaggi, non dovete fare altro che approdare alle Terme Salus – Pianeta Benessere sulla Tuscanese domenica 29 novembre a partire dalle 10.

L’organizzazione è a cura di Fondazione, l’associazione e non il movimento politico, ma partecipa il mondo. Un appuntamento trasversale, capace di mettere insieme associazioni, sindacati, amministratori, imprenditori e cittadini. Un meticciato di prospettive che punta essenzialmente a un gesto semplice: mettere su “on” il cervello, e i cervelli, del Viterbese.
Interessante il parterre annunciato nella conferenza stampa di lancio di questa mattina. Si va dal cervello Alfonso Antoniozzi, al direttore di Medioera, passando per Laura Calcagnini presidente Aforsat (in prima linea sul fronte caldo delle Rsa). Presente anche il presidente della Provincia Mauro Mazzola, i consiglieri regionali 5 Stelle Silvia Blasi e del Nuovo Centro Destra Daniele Sabatini, il segretario Fials Ricci e gli imprenditori termali.

Cultura, sanità, infrastrutture, collegamenti, innovazione digitale, città intelligenti, integrazione, educazione. Questi alcuni dei temi a cui verrà dato respiro. Il tutto sarà trasmesso in diretta sulle frequenze di Radio Verde e saranno registrate dichiarazioni e interviste, anche di semplici cittadini, su cui poi Fondazioni svilupperà un lavoro su Viterbo e il territorio provinciale.
‘L’isola che non c’è’ si pone come un luogo franco, libero da steccati ideologici e pregiudizi. Uno spazio dove le parole tracciano dimensioni possibili, immaginano quello che ancora non è presente ma che può essere concretizzato lavorando seriamente. “Un confronto il più ampio possibile”, così definisce l’incontro Gianmaria Santucci.

Diversi consiglieri comunali viterbesi hanno dato la propria disponibilità a essere presenti e sono arrivate le adesioni di diverse realtà significative del territorio.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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