
STORIE – “Qua sotto c’è un elefante”. E’ caldo nelle campagne del Grottano perché siamo a luglio, precisamente il 27 luglio, dell’anno 1966. La località è detta Poggio del Gallo ed è destinata a entrare nella storia per un’importante scoperta. Uno scheletro di Palaeoloxodon antiquus viene riportato alla luce.
E’ in ottime condizioni ed è ancora possibile incontrarlo per un faccia a faccia nel Museo di Paleontologia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. L’esemplare, databile al Pleistocene medio-superiore, è alto quasi 4 metri. Le zanne, lunghe oltre 3 metri, a differenza di quelle del mammut sono dritte e non curve.Era lì, ad aspettare che qualcuno venisse a tirarlo fuori, in riva al Fosso Campanile. Oggi contribuisce a mantenere forte la reputazione di Roma come “città degli elefanti”. Nella città eterna ne sono custoditi molti, rinvenuti nel suo sottosuolo e nel territorio circostante.
Tanto che nell’ottobre 2001 la comunità scientifica decise di tenere proprio a Roma il congresso internazionale The world of elephants.


















