Ecco le virtù terapeutiche delle acque termali viterbesi, raccontate in un libro di Luca Salvatelli
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Nel viaggio alla scoperta della ricchezza che quotidianamente sgorga copiosa nelle campagne cittadine, Luca Salvatelli sarà accompagnato da Gianpaolo Serone, responsabile del settore editoriale di Archeoares, società di servizi culturali che da oltre dieci anni gestisce in modo impeccabile il Polo Monumentale del colle del Duomo di Viterbo.

Dopo la pausa natalizia, come già annunciato, UNI Cosmesi si propone di approfondire una tematica particolarmente gradita a quanti amano frequentare le numerose fonti termali della città.

Alle incantevoli melodie del Duo Diaphonia, indimenticabile ospite dello Spazio UNI nel mese di dicembre, farà seguito un incontro con Luca Salvatelli, dottore di ricerca e cultore della materia di Storia dell’Arte Medievale e della Miniatura presso l’Università degli Studi della Tuscia, curatore del volume De Balneis Viterbiensis per i tipi Archeoares.

Il giovane studioso viterbese – che in questi anni ha svolto la sua attività di ricerca in Francia, Spagna, Inghilterra e Germania – illustrerà gli esiti delle sue recenti indagini, svelandoci le straordinarie virtù terapeutiche delle acque termali viterbesi. Virtù già note a Maestro Gerolamo, il quale, nella seconda metà del Trecento, dedicava un intero trattato ai bagni e alle fonti del Bullicame comunicando a papa Innocenzo VI le caratteristiche organolettiche e chimico-fisiche delle acque, mostrandone le indiscutibili proprietà curative.

Nel viaggio alla scoperta della ricchezza che quotidianamente sgorga copiosa nelle campagne cittadine, Luca Salvatelli sarà accompagnato da Gianpaolo Serone, responsabile del settore editoriale di Archeoares, società di servizi culturali che da oltre dieci anni gestisce in modo impeccabile il Polo Monumentale del colle del Duomo di Viterbo. Appuntamento allora a Sabato 4 febbraio ore 17:00 presso lo Spazio UNI Bellezza & Benessere Cosmesi della Tuscia di via Macel Gattesco 29/31. L’ingresso è aperto a tutti.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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