Ecco le foto più belle del Carnevale viterbese
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Circa 10mila persone coinvolte e meno di 4mila euro di spese per le casse pubbliche: ecco i numeri dell'edizione 2018 del Carnevale viterbese, tornato ad animare (dopo anni di oblio e con innegabile successo) le vie della città, ideato dal vulcanico Lucio Matteucci, supportato dal lavoro, dalla passione e dall'entusiasmo di un nutrito gruppo di volontari

Circa 10mila persone coinvolte e meno di 4mila euro di spese per le casse pubbliche: ecco i numeri dell’edizione 2018 del Carnevale viterbese, tornato ad animare (dopo anni di oblio e con innegabile successo) le vie della città, ideato dal vulcanico Lucio Matteucci, supportato dal lavoro, dalla passione e dall’entusiasmo di un nutrito gruppo di volontari. “Se tutto questo è stato possibile – sottolinea l’organizzatore – lo si deve esclusivamente a loro”. E questo spiega anche, senza bisogno di particolare enfasi, come le spese siano state contenute entro limiti più che accettabili.

“L’amministrazione comunale – aggiunge l’assessora allo sviluppo economico Sonia Perà – si è messa al servizio e ha fatto il possibile per sostenere economicamente l’iniziativa che non era stata programmata e che quindi era priva di finanziamenti”. “Il merito del successo è esclusivamente delle associazioni e dei volontari che hanno lavorato sodo, giorno e notte – chiosa il sindaco Leonardo Michelini -. Una kermesse voluta dai cittadini che dimostra pure, se ce ne fosse ancora bisogno, che loro sanno spendere meno (e molto meglio) dell’ente pubblico”. Ma non ci ferma qui: “L’8 settembre – annuncia Matteucci – abbiamo in programma il Carnevale estivo. Contiamo che la nuova amministrazione comunale ci supporti ancora per l’edizione 2019, mentre se tutto andrà bene vogliamo organizzare a Pratogiardino fra un anno, in estate, Giochi senza frontiere in salsa viterbese. Magari con sfide tra rioni cittadini e coinvolgendo anche i comuni della provincia”.

Per celebrare ancora di più l’evento, era stata lanciata l’idea di un concorso fotografico che celebrasse i momenti salienti della manifestazione. Alla fine agli organizzatori ne sono arrivate circa 6mila, diventate 5-600 dopo una prima scrematura. Un gruppo di esperti ne ha selezionate 28, tra le quali i volontari hanno scelto le prime classificate.

Al primo posto Stefano Cruciani che ha utilizzato come modella involontaria la piccola Gaia; a seguire, Massimo Del Citto e Federico Botarelli, che hanno ricevuto premi messi a disposizione dagli studi fotografici Grazini e Mecarini. Menzione speciale anche per l’istantanea realizzata da Pina Bebhouti. A premiare i vincitori Mammorappo che fu uno dei protagonisti delle sfilate di febbraio e che lo sarà anche nei prossimi appuntamenti.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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