
Parte l’operazione “pane sospeso”. Un golpe alla crisi, che attanaglia diverse famiglie anche nel capoluogo della Tuscia. Stamattina la presentazione del progetto a Palazzo dei Priori. L’idea, il seme, l’ha messo Viterbo Civica. Il resto l’ha fatto la terra fertile di Cna Panificatori e anche il Comune di Viterbo ha guardato con speranza all’iniziativa.
Nella sostanza undici realtà commerciali hanno aderito all’iniziativa e messo nel proprio punto vendita una cesta per il “pane sospeso”. A riempirla dovranno essere i clienti che ogni mattina fanno la spesa e che da oggi avranno a disposizione una scorciatoia concreta per pensare a chi il pane non ce l’ha davvero. Questi ultimi andando presso il punto vendita potranno usufruirne.
Tutto, a livello concettuale, ha avuto origine a Napoli, dove i signori da tempo immemore lasciano nei bar il famoso “caffè sospeso”. Una tazzina per chi non può permettersi quel lusso, capace in un sorso (così lo bevono i napoletani veri) di cambiare l’umore della giornata. Tanto al ricco quanto a chi non ha niente. Tutti democraticamente uguali nel gusto aromatico della fortunata tazzina. Sempre nella capitale partenopea l’intuizione è stata declinata anche verso il pane, dando vita appunto al “pane sospeso”. I cartelli fuori dai forni hanno iniziato a comparire nel 2015. Poi una militante di Viterbo Civica ha iniziato a parlarne, sognando di vedere replicato il tutto anche a Viterbo.
Sogno che ora è realtà. Sogno che lancia un messaggio di speranza importante. Speranza per chi non ha nulla e potrà avere del pane e per chi ha abbastanza e ha una strada per uscire dalla gabbia dell’egoismo e uno stratagemma in più per sentirsi pezzo di una comunità e non atomo isolato capace di legami covalenti solo con se stesso e pochi affini.
Così donare il pane, diventa un modo per donarsi. Un piccolo seme per costruire la comunità. E in questa direzione Viterbo Civica sta facendo diverse cose. Alla conferenza stampa sono intervenuti Luigia Melaragni, segretaria provinciale di Cna, Ermanno Fiorentini, presidente associazione panificatori e pasticceri Cna, Lucio Matteucci di Viterbo Civica e l’assessore allo Sviluppo Economico Sonia Perà.
Hanno aderito al progetto Artigianpan 86 in via Annio, Copav sulla Teverina, Costantini via Pasubio, De Alexandris a San Martino, Il vecchio forno a via del Bottalone, Laboratorio senza glutine a piazza Santa Maria Nuova, Allegro fornaio in via della Palazzina, Anselmi, piazza delle Erbe e via della Palazzina, Parea, via San Lorenzo e via Carletti, Antico panificio nei suo tre punti vendita.
Ora la sfida cerca di allargarsi, prossimo obiettivo coinvolgere le pasticcerie.


















