Ecco il gelato della Tuscia Viterbese, lo fanno i fratelli Bruzziches
Gelart
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VITERBO - Secondo il disciplinare specifico, oltre ad essere prodotto in laboratori artigianali ubicati nella provincia di Viterbo, il “Gelato della Tuscia Viterbese” deve contemplare quali ingredienti primari e caratterizzanti materie prime del territorio ed essere privo di conservanti, emulsionanti e altri additivi non naturali.

VITERBO – Artigianale, naturale e, da oggi, anche locale. Nella storica gelateria artigianale di Piazza delle Erbe a Viterbo sarà possibile trovare il “Gelato della Tuscia Viterbese”, contrassegnato dal Marchio Tuscia Viterbese, concesso dalla Camera di Commercio di Viterbo e Rieti per tutelare prodotti enogastronomici tipici e particolarmente legati al territorio.

Secondo il disciplinare specifico, oltre ad essere prodotto in laboratori artigianali ubicati nella provincia di Viterbo, il “Gelato della Tuscia Viterbese” deve contemplare quali ingredienti primari e caratterizzanti materie prime del territorio ed essere privo di conservanti, emulsionanti e altri additivi non naturali. È ormai consolidato nel settore della gelateria l’impiego di materie prime di alta qualità: sono numerosi in Italia i maestri di gelateria che hanno smesso di utilizzare le cosiddette “basi” (semilavorati già pronti, a cui è necessario aggiungere esclusivamente latte o acqua, n.d.a.) e hanno ripreso a fare il gelato con latte fresco e frutta di stagione.

Anche i fratelli Bruzziches da anni percorrono questa strada, non solo approvvigionandosi di ingredienti naturali, ma soprattutto privilegiando le materie prime locali: ne sono un esempio il Fiordilatte con latte crudo della Cooperativa Zootecnica Viterbese, il Lampone con lamponi dei Monti Cimini, la Delizia del Pastore con ricotta di pecora e miele della Tenuta Il Radichino di Farnese, la Crema Vera con tuorli
d’uova biologiche dell’Azienda Agricola Claudia Cupidi a Gallese, i numerosi gusti con la nocciola dei Monti Cimini e i vari gusti alla frutta di stagione.

Gelart e la sua rete di fornitori-agricoltori è un esempio virtuoso di economia locale e valorizzazione del territorio, che da oggi trova un riconoscimento formale nel “Gelato della Tuscia Viterbese” del Marchio Tuscia Viterbese.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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