Ecco come le disastrose strade della Tuscia rischiano di "ammazzare" le persone e il turismo
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“Nella Tuscia non tornerei mai una seconda volta, le strade sono impraticabili e non vale la pena rischiare di rompere l'auto”. Le parole che avete appena letto sono uscite dalla bocca di un turista, ospite di una struttura ricettiva del Viterbese.

“Nella Tuscia non tornerei mai una seconda volta, le strade sono impraticabili e non vale la pena rischiare di rompere l’auto”. Le parole che avete appena letto sono uscite dalla bocca di un turista, ospite di una struttura ricettiva del Viterbese.

Non ha importanza fare i nomi, interessante è il tema che una simile affermazione apre. A raccontarci il fatto proprio il titolare del B&B, che ha invitato La Fune a sollevare la questione. Il tema che poniamo al centro del dibattito è quello delle strade. Tante quelle provinciali, che un turista in visita nel territorio percorre per raggiungere i vari siti d’interesse, che sono ridotte in maniera disastrosa.

Buche a profusione, asfalto sconnesso, mancanza di segnaletica orizzontale, visibilità notturna eccessivamente ridotta. E’ un bagno di sangue. Di fronte al quale lo stesso presidente della Provincia Mauro Mazzola nelle scorse settimane ha alzato le mani.

Ha addirittura chiamato a raccolta i sindaci per sensibilizzare sulla tematica. “Abbiamo cercato di coinvolgere il maggior numero di istituzioni possibili al fine di dare più forza alla nostra voce. Siamo tutti in attesa del Decreto del Governo sugli Enti Locali, che possa davvero contenere tutti gli interventi necessari per risolvere l’emergenza finanziaria delle Province.

In qualità di Presidente della Provincia di Viterbo, ho presentato giovedì 16 marzo scorso, un esposto cautelativo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, alla Prefettura di Viterbo ed alla sezione regionale della Corte dei Conti del Lazio”. Le parole pronunciate da Mazzola all’incontro.

Il quadro tratteggiato dal numero uno di via Saffi è il seguente: “Gli uffici hanno completato un’accurata ricognizione degli interventi utili, dalla quale è emerso che solo per la manutenzione dei manti di asfalto occorrono nell’immediato almeno 25 milioni di euro, oltre ad ulteriori 15 milioni per le annualità successive.

Di fronte a queste cifre, i mezzi di cui dispone occasionalmente la Provincia di Viterbo rappresentano la classica goccia nel mare, e senza l’intervento dello Stato non sarà possibile effettuare lavori di manutenzione risolutivi ed efficaci a garantire gli standard  minimi di sicurezza”.

Tutto questo oltre a rappresentare, in qualche modo, un “attentato” alla sicurezza dei cittadini è molto di più. E qui ritorniamo alle parole del turista. Le strade ridotte a un qualcosa di vergognoso rappresentano anche una penalizzazione, un handicap all’appeal turistico del territorio. Questo si traduce in meno turisti e quindi meno lavoro.

In soldoni le strade disastrate contribuiscono a “minare” l’immagine della Tuscia e la sua capacità attrattiva. Di riflesso attivano meccanismi negativi su sviluppo e occupazione. Un danno enorme. Insomma le strade della Tuscia rischiano “di ammazzare” le persone e fanno lo stesso con l’economia.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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