Ecco come andrà a finire la crisi: le possibilità più probabili in campo
Michelini santa Barbara
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Difficile prevedere qualcosa di diverso rispetto alla caduta del sindaco Leonardo Michelini e del centrosinistra: come andrà a finire?

Inizia la settimana della verità: la fine dell’immobilismo. Tra oggi e domani la crisi del Comune di Viterbo potrebbe arrivare alla sua conclusione. Difficile prevedere qualcosa di diverso rispetto alla caduta del sindaco Leonardo Michelini e del centrosinistra: come andrà a finire? La crisi è molto profonda e l’impressione è che a poco o a nulla serviranno gli incontri in programma oggi e domani a Viterbo e Roma, che servono per parlare della crisi della maggioranza del Comune di Viterbo.

La caratteristica principale di questa crisi è stata l’immobilismo estremo dei due blocchi a confronto: nessun passo indietro, nessuna defezione, nessuna messa in discussione delle posizioni prese. Soprattutto da parte di chi ha sollevato il problema, i serrapanunziani. Una rigidità, che dura già da 40 giorni, che ha fatto seguito alle durissime prese di posizioni espresse già dal 19 dicembre scorso e ritornate a riempire le pagine dei giornali e solo in questi giorni le orecchie del sindaco Leonardo Michelini, impegnato nelle ultime ore in un tentativo tardivo di ricomposizione del quadro con gli incontri con i 7 consiglieri ormai sfiduciati. L’immobilismo è il peggior segno di questa crisi, che si dimostra tanto profonda, quanto granitici si sono mostrati i blocchi a confronto.

Difficile fare delle previsioni, ma ci proviamo. Le ipotesi sul proseguo sono poche. Diamo pochissime possibilità che la crisi si ricomponga; poche possibilità all’ipotesi che la vicenda si concluda con il voto della mozione di sfiducia riproposta dal Movimento 5 Stelle da parte dell’opposizione che conta 13 voto nel complesso, contro i 12 della maggioranza; è invece molto probabile che la crisi si concluderà non prima di martedì sera\mercoledì con una gita dal notaio e le dimissioni in massa dei 7 serra-panunziani del Pd e i 13 dell’opposizione. Una mossa che condannerebbe Michelini, senza possibilità di appello. Questa è la previsione che ci sentiamo di fare. Ma la politica, si sa, porta sempre delle sorprese e nulla è impossibile. Quindi, questi dati prendeteli con un bel beneficio del dubbio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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