Ecco a voi "Scapejato", il cugino viterbese del più noto "Spelacchio". Scrivete a La Fune per i regali che volete a Natale
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VITERBO - Così La Fune ha pensato di adottare questa lettura dei fatti e dare il benvenuto a "Scapejato", l'albero un po' stranetto di piazza del Comune. E chiediamo ai viterbesi di scriverci messaggi, email e frasi con cui chiedere a "Scapejato" un regalo di Natale per la città. Potete scriverci a info@lafune.eu, gli interventi migliori saranno pubblicati nella sezione 'La Posta di Scapejato'.

VITERBO – Da poco è arrivato a piazza del Comune ed è già Natale. Ma l’albero scelto da Palazzo dei Priori per la piazza salotto della città sta facendo parlare parecchio di sé. 

C’è chi non ha potuto fare a meno di andare con la mente allo “Spelacchio” che ha reso particolare il Natale a Roma. Da qualche giorno in redazione riceviamo email di lettori che ci segnalano l’arrivo di “Spelacchio” anche a Viterbo. Tra i segnalatori anche il noto Mammo Rappo che però ha fatto una riflessione più articolata e che ci convince di più: “Non è Spelacchio, è il cugino viterbese. Si chiama Scapejato, date retta a me”.

Così La Fune ha pensato di adottare questa lettura dei fatti e dare il benvenuto a “Scapejato”, l’albero un po’ stranetto di piazza del Comune. E chiediamo ai viterbesi di scriverci messaggi, email e frasi con cui chiedere a “Scapejato” un regalo di Natale per la città. Potete scriverci a info@lafune.eu, gli interventi migliori saranno pubblicati nella sezione ‘La Posta di Scapejato’.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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