
Palazzo dei Priori, le minoranze salgono sull’Aventino. La frattura tra maggioranza e opposizioni è ormai totale e – alla luce della “guerra dei comunicati stampa”, che ha fatto seguito al “consiglio delle trenta ore” – appare difficile una ricucitura.
Oggi è il giorno del bilancio in seconda commissione consiliare. In pratica arriva e viene valutato, emendato e votato il documento di previsione 2015 nella sua interezza. Al termine della seduta è prevista una riunione dei capigruppo, ma le minoranze non andranno.
E’ questo l’atto fondativo dell’Aventino viterbese. Non andranno perché “poi tanto fanno come gli pare”, è la spiegazione più gettonata negli ambienti delle minoranze. Brucia quanto accaduto all’ultima capigruppo, quella realizzata durante le tre ore e mezza di sospensione del consiglio del 30 luglio.
In quell’occasione al centro del tavolo dell’incontro era stato posto il tema della tagliala per cassare il maggior numero possibile degli emendamenti presentati sull’Irpef dalle opposizioni. In quell’occasione si è maturato lo strappo.
Le minoranze dichiarano che da ora in poi, non essendo praticabile il dialogo, si avvarranno dell’unica arma che gli rimane: l’ostruzionismo. Per questo trascorreranno i giorni estivi che ci separano dal consiglio del 20 agosto, dove sarà votato il bilancio, preparando una nuova montagna di emendamenti.
La sfida politica ormai è ridotta a mera prova muscolare. Da una parte la maggioranza che deve dimostrare di avere sempre i numeri, in primis i 17 più il sindaco necessari al mantenimento del numero legale, e dall’altra le opposizioni che puntano a impaludare i lavori con l’ostruzionismo.


















