È Vincenzo Aiello della Folgore il militare morto nelle acque del lago di Bolsena
Vincenzo Aiello
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CAPODIMONTE - L'hanno cercato per ore, poi alle 4 di notte l'individuazione del corpo a 24 metri di profondità e il recupero. A ritrovarlo i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Firenze. 

CAPODIMONTE – Il militare scomparso nelle acque del lago di Bolsena durante un’esercitazione nel pomeriggio di martedì 22 ottobre è Vincenzo Aiello. 45enne, originario di Catanzaro, era sergente maggiore aiutante presso il 185esimo Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi della Brigata Folgore. 

L’uomo stava partecipando a un’esercitazione, nelle acque davanti Capodimonte, quando lanciandosi a bassa quota dall’elicottero non è più emerso. L’hanno cercato per ore, poi alle 4 di notte l’individuazione del corpo a 24 metri di profondità e il recupero. A ritrovarlo i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Firenze. 

Lutto nel mondo dell’Esercito. Tra i primi messaggi di cordoglio quello del Ministro della Difesa Guido Crosetto: “Tutta la Difesa si stringe idealmente ai familiari e agli affetti più cari di Vincenzo”.

Alla nota di Crosetto si è associata anche quella del capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’armata Carmine Masiello: ““Tutta la famiglia dell’Esercito si stringe attorno ai suoi cari in questo momento di grande dolore” .

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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