"È un dato di fatto che Viterbo sia una città turistica, c'è poco da discutere"
Foto Francesco Aliperti
lafune_800 x 120
VITERBO - C'è l'eterno tema "la città è pulita o sporca?", "il verde è curato o no?". Dipende da quale è il termine di paragone. Dipende da dove vieni. Tra i turisti trovi quello che ti dice "quanta è tenuta bene" e chi ti dice "certo bisognerebbe pulire meglio San Pellegrino"".

VITERBO – Come è messo il turismo nella città di Viterbo? Siamo partiti da qui con Francesco Aliperti, da decenni imprenditore nel settore e presidente di Stay in Tuscia. L’associazione unisce 70 imprenditori dell’extra alberghiero attivi su Viterbo città, che mettono a disposizione dei turisti trecento camere.

Quanti iscritti avete oggi?

“Siamo circa 70 iscritti e 300 posti letto che mettiamo a disposizione. Non solo nel centro storico di Viterbo ma anche nelle frazioni e aree limitrofe alle mura”.

Quanto l’offerta di posti letto è cresciuta negli ultimi anni?

“L’attività dell’extra alberghiero è oggetto di una crescita che si sta registrando un po’ ovunque in Italia anche se è altissimo il livello di mortalità delle strutture. Spesso perché nascono come strumenti di integrazione del reddito e questo penalizza l’organizzazione e il mantenimento su lungo periodo.

Nel direttivo della nostra associazione abbiamo tutte persone di qualità e di esperienza. Persone in grado di dare assistenza e supporto normativo, gestionale e organizzativo ai nuovi iscritti. Anche sulle regole da seguire. Questo ha permesso a Stay di crescere e aumentare il numero degli iscritti. Adesso vogliamo allargarci anche in provincia”.

Viterbo è una città turistica sì o no? Che percezione ne hanno i turisti che vengono?

“E’ un dato di fatto che Viterbo sia una città turistica, c’è poco da discutere. I meri dati matematici, che mettono in relazione il numero di abitanti e di visitatori, la qualificano come tale. A questo dobbiamo aggiungere la percezione di una città con pro e contro. Siamo una realtà con la capacità di essere molto ricettiva nell’extralberghiero ma manca un albergo di peso dentro al centro storico. Abbiamo capacità di offrire servizi importanti in alcuni ambiti e su altri siamo più carenti rispetto a città meglio organizzate.

Poi c’è l’eterno tema “la città è pulita o sporca?”, “il verde è curato o no?”. Dipende da quale è il termine di paragone. Dipende da dove vieni. Tra i turisti trovi quello che ti dice “quanta è tenuta bene” e chi ti dice “certo bisognerebbe pulire meglio San Pellegrino””.

Ci sono margini di crescita nel vostro settore? I vostri associati sono pronti a investire o hanno fatto nel tempo nuovi investimenti?

“Il margine di crescita c’è. Sono stati fatti e sono in corso nuovi investimenti anche da parte dell’associazione. Il più importante, che andrà a concretizzarsi nei prossimi mesi prima dell’estate, è che abbiamo commissionato un sito di Stay in Tuscia per prenotare le camere direttamente come su Booking. Non è un sistema di vendita dell’associazione ma ogni singolo associato avrà il suo shop per gestire le prenotazioni in autonomia. Questo ci permette di non passare per i grandi ota di prenotazione e possiamo associare alla ricettività servizi extra su ristorazione e servizi culturali. L’obiettivo è poi allargarlo a tutto il territorio”.

Una richiesta importante che volete rivolgere a chi amministra Viterbo.

“Chi amministra la città dovrebbe preoccuparsi più che altro di creare condizioni utili allo sviluppo turistico. Chi amministra non deve fare azioni dirette ma lavorare per creare le condizioni per fare aumentare la domanda e sostenere l’offerta. Serve migliorare il centro storico: più pulizia, interventi sulle facciate, ordine e sicurezza reale ma anche percepita. Chi amministra, secondo noi, deve fare questo piuttosto che dare bonus o altro. Alla fine il mercato decide, chi amministra dovrebbe lavorare sulle precondizioni”.

lafune_800 x 120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
monastero interno
asvis 2
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
domenicale post
Onda
Masicar300x300-optimize
POST FB 02
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni