
È ufficiale: Viterbo si è candidata a capitale della cultura con Orvieti e Chiusi. Ieri scadevano i termini per presentare la candidatura al Ministero per diventare capitale nel 2018 e, come anticipato da La Fune, Viterbo ha deciso di correre a braccetto con due importanti centri di tradizione etrusca. Sarà dunque una candidatura interregionale quella che si dovrà continuare a costruire nel mese che si apre oggi: ci sono infatti 30 giorni per presentare un programma di attività da proporre.
Il tutto avviene dopo circa un mese di lavoro sviluppato nei tre comuni per ricercare le linee guida della candidatura che deve rispondere ad un requisito fondamentale, quello dell’inclusione sociale. Innanzitutto la radice del trio: individuata nella storia etrusca, e anche nel patrimonio di san Pietro (qui). Poi il presente, sempre legato agli etruschi, con il progetto di Experience Etruria.
Viterbo metterà in campo le proprie fortune. “Si parte da quello che funziona – spiega l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi – Abbiamo fatto un inventario delle iniziative che già esistono. Tra queste ci sono le attività di inclusione che hanno portato il volontariato cittadino a sfiorare il titolo di Capitale della solidarietà”. Probabilmente saranno inseriti nel calendario anche i grandi eventi di massa che ciascuna città già realizza storicamente. Per Viterbo saranno probabilmente i Festival cittadini, ma anche attività più ricercate che l’assessore ha detto di apprezzare perché vanno nella direzione dell’inclusione sociale, come alcune delle iniziative di Arci e Aucs. “C’è bisogno – ha detto – sia di iniziative di massa che di qualcosa di meno popolare”.
Intanto oggi l’assessore si recherà a Chiusi insieme ai delegati del comune di Orvieto per parlare dei prossimi passi e per provare a vincere il titolo.


















