
VITERBO – È morto Pietro Bevilacqua. Aveva 74 anni. Un uomo molto conosciuto a Viterbo e non solo. Per La Fune, di cui è sempre stato grande amico, ha fatto l’inviato in alcune edizioni del Festival di Sanremo, sua grande passione.
La notizia della morte di Pietro ci colpisce. Avevamo parlato con lui pochi giorni fa. Uno scambio di messaggi su un tema di attualità sulla città di Viterbo, che lui ha sempre amato profondamente. Martedì 10 febbraio alle ore 12 l’ultimo saluto nella chiesa di San Martino al Cimino, dove viveva. Si è spento all’ospedale Sant’Andrea, dove era ricoverato da alcuni giorni per un problema di salute.
Uomo d’intelligenza, educazione e grande garbo. Appassionato di giornalismo, di politica ma anche persona di grande fede. Pietro è stato per chi scrive un maestro di confronto e di incontro e anche di modi. Lo ricordo come un gentiluomo, appassionato della sua città e dei suoi destini. Incontrarlo è sempre stato un piacere. A volte mi arrivavano le sue telefonate improvvise e qualche “tiratina d’orecchie” che ho sempre accettato con affetto. Perché con affetto erano volute. Ricordo un viaggio a Roma fatto con Pietro, un incontro con Mogol, di cui era amico, e alcune chiacchierate di musica. Più che altro lui raccontava e io ascoltavo.
La notizia della scomparsa porta un’inevitabile tristezza e la consapevolezza che anche la città di Viterbo abbia perso uno dei suoi uomini più dinamici e positivi.
Le condoglianze di questo giornale alla famiglia Bevilacqua.


















