È morto Mario Perelli, l’ultimo Partigiano della Tuscia
Mario Perelli
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È morto Mario Perelli, l’ultimo Partigiano della Tuscia. L’Anpi di Viterbo rende nota la scomparsa avvenuta nei giorni scorsi presso la clinica Salus di Viterbo.

È morto Mario Perelli, l’ultimo Partigiano della Tuscia. L’Anpi di Viterbo rende nota la scomparsa avvenuta nei giorni scorsi presso la clinica Salus di Viterbo. Nato a Marta il 29 ottobre 1921, nel ’42 era stato chiamato alle armi per la seconda Guerra Mondiale. L’8 Settembre 1943, dopo i giorni del caos, non volendo collaborare con l’invasore nazista, entrò nella Resistenza, con la Banda partigiana Marta, attiva attorno al lago di Bolsena, in collegamento con la Banda Arancio – Montauto e quindi con il Raggruppamento Monte Soratte, che coordinava l’attività partigiana del Cln nell’Alto Lazio.

Finita la guerra tornò a fare l’agricoltore. Per la sua attività partigiana, ha ricevuto il Certificato di patriota dal Generale Harold Alexander e il Diploma d’onore di Combattente per la libertà d’Italia, durante la Presidenza della Repubblica di Cossiga. Il Comitato provinciale Anpi esprime le condoglianze ai figli Angelo ed Enrico. I funerali si sono svolti sabato scorso a Marta.

In foto Mario Perelli, sulla sinistra, con il moschettino in spalla.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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