È morto Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo

RIETI - Da alcuni giorni le sue condizioni di salute erano precipitate, tanto che proprio nella giornata di oggi il vescovo di Rieti, città di cui è diventato cittadino benemerito nel 2016, Domenico aveva invitato pubblicamente i fedeli alla preghiera "per accompagnarlo in questo momento difficile".
RIETI – Si è spento all’età di 85 anni Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo prima dell’attuale Lino Fumagalli. Uomo mite e capace di guidare la città in alcuni passaggi storici, come la visita di Papa Benedetto XVI nel 2006 a Viterbo e Bagnoregio.
Da alcuni giorni le sue condizioni di salute erano precipitate, tanto che proprio nella giornata di oggi il vescovo di Rieti, città di cui è diventato cittadino benemerito nel 2016, Domenico aveva invitato pubblicamente i fedeli alla preghiera “per accompagnarlo in questo momento difficile”.
Prima della sede episcopale di Viterbo, è stato vescovo della diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo dal 1983 e della diocesi da Aversa tra il 1993 al 1997.
Si è spento intorno alle 22.30 di questa sera.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…


















