È morta Giovanna Bonucci, "la mamma" del gruppo Macchina del Pilastro
Foto signora Loddo
800 Monastero
VITERBO - Per chi volesse dare l’estremo saluto alla cara Giovanna, le Esequie saranno celebrate domani (venerdì 23 febbraio) alle ore : presso la .

VITERBO – Una parte importante di Viterbo piange la scomparsa di Giovanna Bonuzzi, moglie di un’istituzione cittadina come Pino Loddo e madre di Angelo e Massimo. 

A dare la notizia è stato lo stesso Comitato Festeggiamenti Pilastro, che si occupa di tenere viva la tradizione della Macchina di Santa Rosa dello storico quartiere viterbese: “Se ne è andata nelle grazie e glorie celesti, al fianco di Santa Rosa, Giovanna Bonucci , moglie di Pino Loddo e madre di Angelo e Massimo, a tutta la famiglia; ai nipoti, alle nuore, e a tutti i cari che hanno accompagnato Giovanna nel suo lungo arco di vita terrena vanno le nostre più sentite condoglianze.

Giovanna è stata per questo comitato parte essenziale e figura materna per tutti noi, facendo per 50 anni con le sue tenere e dolci mani la merenda per tutti i nostri mini-facchini, il suo sorriso al campetto prove era la dimostrazione della persona buona e genuina che era – la ricorda il Comitato -. Motivatrice di valori e virtù, e maestra di vita. Che la sua gioia, la sua forza di vivere e il suo entusiasiasmo continuino ad elimentare il suo ricordo nella nostra quotidianità. Ricorderemo per sempre l’amore e il bene che Giovanna ha donato a tutta la nostra comunità tutti i giorni della nostra vita”.

Per chi volesse dare l’estremo saluto alla cara Giovanna, le Esequie saranno celebrate domani (venerdì 23 febbraio) alle ore : presso la .

La redazione de La Fune abbraccia il grande Pino Loddo e con affetto i carissimi figli Angelo e Massimo. 

 

800 Monastero
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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