È l'una e a Palazzo Gentili tutto va bene...
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Torna a parlare il capogruppo Ncd Bruno Capitoni: "l'accordo entro oggi oppure tutti a casa". Ma sono le stesse parole usate ieri..
Bruno Capitoni

Come in un gioco per bambini. La provincia è al centro di un vortice nel disinteresse generale dell’opinione pubblica tra promesse e minacce non mantenute. Oggi torna a parlare Bruno Capitoni che ieri mattina dalle pagine di questo giornale aveva perentoriamente imposto una deadline a questo vero e proprio strazio. “O si chiude entro la giornata o tutti a casa”, aveva tuonato e a casa ci sono andati davvero, ma solamente a riposarsi perché questa mattina sono ripartite le trattative. A vederla da fuori sembra una di quelle crisi di coppia dove ci si accanisce, ci si lascia, ma senza farlo mai fino in fondo. Perché alla fine è più conveniente stare insieme. Questa mattina insieme a Roberto Pomi abbiamo raggiunto nuovamente al telefono il capogruppo del Nuovo Centro Destra Bruno Capitoni durante Sbottonati.

 

Capitoni, è passata la mezzanotte, è caduta la maggioranza?

“No le trattative proseguono..”

 

Che tempi vi siete dati?

“Se non si risolve entro oggi ci riteniamo fuori dalla maggioranza e Meroi dovrà prenderne atto” (NCD ha 6 consiglieri, decisivi per Meroi per avere più di metà consiglio dalla propria parte, ndr)

 

Cosa è cambiato rispetto a ieri?

“Si sono chiarite alcune posizioni, il nostro gruppo è compatto così come quello di Forza Italia e Udc. Gli unici che non hanno sciolto le riserve sono i consiglieri di Fratelli d’Italia”.

 

Cosa vi divide?

“Da una idea iniziale di giunta politica a 5, abbiamo proposto di salire a 6 assessori con il tagli delle indennità. Di questi 3 sarebbero del Nuovo Centro Destra e 1 ciascuno per gli altri gruppi. Fratelli d’Italia invece vuole 5 assessori con 2 posti per noi (Ncd, ndr), ma non è fattibile vista l’ampiezza del nostro gruppo rispetto agli altri”.

 

Avete parlato anche con Meroi?

“Ci ho parlato una settimana fa, quando avremo una soluzione ne riparleremo”.

 

Se cade Meroi che futuro per il centrodestra in vista delle amministrative di maggio quando andranno al voto 27 comuni della Tuscia?

“Nessuna conseguenza. Le amministrative sono gestite a livello locale a prescindere da problemi a livello provinciale o nazionale”.

 

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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