“E’ l’ora dell’acqua pubblica, basta con la Talete i suoi costi”
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VITERBO – Intervento di Bengasi Battisti del coordinamento nazionale enti locali per l'acqua pubblica.

VITERBO – Segue l’intervento di Bengasi Battisti, del Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua pubblica.

“Il cambio dei vertici senza l’applicazione dell’esito referendario non può essere presentata come soluzione.

La tutela dei beni comuni si afferma con la conclusione della esperienza privatistica e partitocratico clientelare della Talete e una nuova gestione pubblica e partecipata dell’acqua.

Applicazione della legge di iniziativa popolare approvata all’unanimità dal consiglio regionale del Lazio nel 2014 e rimasta inspiegabilmente nel cassetto.

Quella legge che recepisce la volontà popolare espressa con il referendum per giustizia e coerenza dovrebbe essere immediatamente applicata.

Intanto il presidente Nocchi quale governatore delle acque del viterbese convochi un’assemblea per permettere ai sindaci quali espressione di comunità fondate sul bene comune di chiudere la triste pagina Talete e ridare speranza con una nuova gestione pubblica e partecipata”.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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