E' la notte di Bianca Speranza, alle 21 il "sollevate e fermi" da piazza Dante
centro storico
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Stasera si chiude il giro delle Minimacchine con l'appuntamento tra le vie del centro storico. La città è in pieno clima festeggiamenti, in attesa di "quella notte del tre". Intervista all'ideatore delle luci Lucio Laureti.
Lucio Laureti

E’ il giorno della Minimacchina di San Giovanni, nota come “del Centro Storico’. Stasera alle 21 “la mossa” da piazza Dante, secondo tradizione. “Ci sarà una sorpresa per quanto riguarda l’illuminazione”, annuncia Lucio Laureti dell’organizzazione. Lo abbiamo intervistato per sapere qualcosa di più sul secondo trasporto di ‘Bianca Speranza’. La Minimacchina è stata ideata dal facchino Enrico Sciuga e dall’artista viterbese Michele Telari e realizzata dagli appassionati del Comitato.

Un percorso piuttosto lungo e impegnativo quello che interesserà i circa duecento facchini coinvolti: piazza Dante, via Mazzini, via Niccolò della Tuccia, via della Verità, via della Pace, via dell’Orologio Vecchio, piazza delle Erbe, via Saffi, via Saffi, via Fontanella di Sant’Angelo, via Cavour, piazza del Comune, via Roma, piazza delle Erbe, Corso Italia, piazza Verdi, via S. Rosa, largo Facchini di S. Rosa, via Casa di Santa Rosa, via Mazzini e di nuovo piazza Dante.

 

E’ il secondo trasporto per ‘Bianca Speranza’, avete cambiato qualcosa?

“Grandi modifiche non ci sono state, rispetto allo scorso anno. Ma vi annunciamo una sorpresa sull’illuminazione. Abbiamo studiato delle migliorie per questo trasporto”.

Dopo l’esordio del 2013 che reazioni ci sono state tra le persone?

“Lo scorso anno c’è stata una risposta molto positiva. Siamo orgogliosi che i viterbesi partecipano a questa manifestazione con tanto calore. Non tanto per la Minimacchina ma per i ragazzi che sono lì, per i valori che cerchiamo di trasmettere”.

Come funziona la preparazione?

“I nostri facchini iniziano le prove dal primo agosto e le terminano il 31. Si allenano tutti i pomeriggi nelle tre squadre che ci sono. Quello della Minimacchina del Centro è un percorso lungo che ha bisogno di più squadre. Anche quest’anno, devo dire, che si sono allenati molto bene, con grinta e motivazione”.

Siete pronti per il “sollevate e fermi”?

“Sì, stasera alle 21 da piazza Dante iniziamo il trasporto. Partiamo da lì, come nella nostra tradizione. Siamo contenti di partire da questa piazza e attraversare l’archetto di via Mazzini. Qualcuno ci aveva detto di fare la Macchina più alta e partire da porta della Verità, ma a noi piace l’archetto di via Mazzini”.

I numeri di ‘Bianca Speranza’?

“5 metri e settanta di altezza, per quattro quintali. Un bello sforzo per i nostri ragazzi, ma sono preparati”.

Si è parlato in questi giorni di un Museo delle Macchine di Santa Rosa, da realizzare con le Minimacchine. Che ne pensate?

“E’ un qualcosa di molto bello. I nostri fratelli del Pilastro hanno avuto questa bella idea. Speriamo che anche l’amministrazione comunale possa darci una mano, ultimamente non si sono fatti vedere molto”.

Cosa pensa della tradizione delle Minimacchine in crescita?

“Il centro storico rappresenta la tradizione della Minimacchina a Viterbo. Devo dire che il Pilastro sta facendo un buon lavoro e Santa Barbara è una bella novità. Queste Macchine devono servire come palestra per la Macchina grande e credo stiano facendo bene la loro funzione”.

Da tanti anni partecipa alla grande festa della Minimacchina di San Giovanni. La cosa che vuole ricordare? 

“Giovanni Lombardo, un amico che purtroppo oggi non c’è più. Ricordo con grande affetto quando lavoravamo insieme alla Minimacchina. In passato l’illuminazione era fatta con i moccolotti di cera e quindi, dopo il trasporto, dovevamo pulire tutta la Minimacchina. Io e Giovanni portavamo il phon di casa per pulirla. Oggi non è più con noi e volevo ricordarlo come amico e sostenitore. Sono stati bei tempi e bei ricordi”.

 

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