E adesso? Ecco cosa ci aspetta nel 2017
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Davanti a noi 365 giorni pieni, con l'anno bisestile appena lasciato alle spalle. Tanta la carne messa al fuoco e che è destinata ad arrivare al punto di cottura nel 2017. Diversi i capitoli particolarmente succosi.

Davanti a noi 365 giorni pieni, con l’anno bisestile appena lasciato alle spalle. Tanta la carne messa al fuoco e che è destinata ad arrivare al punto di cottura nel 2017. Diversi i capitoli particolarmente succosi. In primis quello politico. Qui il quadro è molto complicato e difficile prevedere cosa andremo a vivere. “Votare” sarà la parola d’ordine, c’è da capire bene declinata a quali livelli. Elezioni anticipate dovrebbero riguardare il Parlamento e quindi nella Tuscia dovremmo assistere alla tarantella delle candidature, con tanto di intrighi machiavellici, alleanze, tradimenti e gente che rimarrà al palo. Da vedere se ferma un giro oppure direttamente conficcata.

Possibile anche un voto anticipato a Palazzo dei Priori e i più spericolati azzardano ipotizzarlo anche per la Regione Lazio. Anche se questa prospettiva risulta un po’ troppo bizzarra. L’aria dentro Palazzo dei Priori è stantia già da un pezzo, bisognerà vedere se questo basterà per spingere ad aprire la finestra. Una cosa è certa: non saranno gli interessi della città a determinare la decisione. Non chiamatela casta però, qualcuno potrebbe offendersi e darvi del populista.

Tra le partite interessanti che il nuovo anno metterà in scena ci sarà quella per la gestione del Teatro dell’Unione. Fino a ora è stato tutto fermo, almeno sul palcoscenico. Dietro le quinte invece si è fatto un gran vociare. Sarà interessante vedere che prospettiva si vorrà dare …

Altra questione interessante riguarda il centro storico di Viterbo. Nei primi giorni di gennaio dovremmo assistere all’attivazione dei varchi. Non proprio “l’apparizione della Madonna” ma, considerando come siamo messi da queste parti, qualcosa di molto simile.

Per il termalismo, altro tema che si preannuncia come caldo, potrebbe essere l’anno della svolta. Con l’arrivo dello sblocco sulle Ex Terme Inps.

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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