Due settembre, è il giorno del corteo storico con il "sacro cuore"
corteo storico
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Tutti gli anni l'appuntamento che segna la porta d'ingresso al clima della festa per Santa Rosa è rappresentato dalla processione del 2 settembre, accompagnata dal suggestivo corteo storico.

Tutti gli anni l’appuntamento che segna la porta d’ingresso al clima della festa per Santa Rosa è rappresentato dalla processione del 2 settembre, accompagnata dal suggestivo corteo storico. La partenza alle 17,30 dalla cattedrale intitolata alla patrona, con circa 300 figuranti. Gli abiti, curati nei minimi dettagli, ricoprono l’arco temporale che va dal Medioevo al Rinascimento. Sfilano per le vie del centro storico rievocazioni di cariche civili, militari ed ecclesiastiche importanti nella vita del Comune.

Parte importante della sfilata i “boccioli di Santa Rosa”, bambine che stanno a rappresentare il legame profondo tra la gente di Viterbo e la santa bambina. Ci sono poi gruppi di ragazze, chiamate “rosine”, vestite con il classico saio grigio e viola delle suore clarisse. Portano ceste di rose e candele da donare alla patrona. Sono queste figure che separano i quadri temporali in cui è articolato il corteo. Ruolo centrale è quello rivestito dai Facchini, che accompagnano il “sacro cuore” di Rosa.

Il corteo storico percorre l’itinerario seguente: Partenza alle ore 17.30 dalla cattedrale di Santa Rosa. Prosegue poi su Via Santa Rosa, Corso Italia,Via Saffi,Piazza Fontana Grande,Via delle Fabbriche,Via S.Pietro,Via S.Pellegrino,Via C.La Fontaine,Via S.Lorenzo,Piazza S.Lorenzo (Duomo).

Al ritorno il percorso è il seguente: Piazza San Lorenzo (Duomo),Via S.Lorenzo,Via C. La Fontaine,Via Annio,Via Cavour,P.zza del Plebiscito,Via Ascenzi,P.zza del Sacrario,Via Marconi,Via Santa Rosa,Cattedrale (arrivo).

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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