Quattro forti scosse di terremoto: nella Tuscia evacuate e chiuse per precauzione le scuole
viterbo
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Paura per una serie di forti scosse di terremoto che hanno colpito nuovamente il Centro Italia. Tre di forte intensità, con magnitudo oltre i 5 gradi. L'epicentro nella provincia de L'Aquila ma sono state avvertite anche nella Tuscia tra le 10.30 e le 11.26 di questa mattina.

Paura per una serie di forti scosse di terremoto che hanno colpito nuovamente il Centro Italia. Tre di forte intensità, con magnitudo oltre i 5 gradi nella mattinata. Una, sempre sopra i 5 gradi, dopo poco le 14. Per tutte l’epicentro è stato nella provincia de L’Aquila ma sono state avvertite anche nella Tuscia. Le prime tre forti scosse sono state registrate tra le 10.30 e le 11.26 di questa mattina.

La terra ha tremato forte, per la prima volta, alle 10.25: magnitudo 5.3. Poi 16 scosse meno intense fino a un nuovo picco sismico alle 11.14, quando una nuova scossa ha raggiunto magnitudo 5.4. Subito dopo alle 11,26 una terza scossa di 5.3. Il sisma si è sentito chiaramente anche a Roma. Stesso discorso dopo le 14 con una nuova forte scossa di magnitudo 5.1.

Tremano le case nel capoluogo e in mezza Tuscia

Il terremoto è stato avvertito in buona parte del Viterbese. Anche nel capoluogo la paura è stata forte. Nelle case hanno iniziato a tremare mobili e lampadari, anche ai piani bassi.

Chiuse le scuole e studenti fuori dalle aule

A Orte, Ronciglione e Vignanello gli studenti sono stati rimandati a casa e le scuole sono state chiuse. Stesso provvedimento anche a Vetralla. A Viterbo diverse classi sono scese in strada. In Prefettura è stato riunito il Comitato sulla Sicurezza.

Chiusa la linea ferroviaria Roma-Viterbo

La linea ferroviaria Roma-Viterbo è stata chiusa e cancellati i treni delle 12,58 e 14,03 della tratta Attigliano-Viterbo. Atac ha comunicato che la decisione della chiusura è conseguente alla necessità di verificare la sicurezza del tratto ferroviario dopo le scosse sismiche.

Chiamate ai Vigili del Fuoco

Tante le telefonate ricevute dai Vigili del Fuoco di Viterbo in queste ore. Nessun danno a persone o cose, più che altro si è trattato di richieste di consigli.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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