Droga e armi, arrestato capo ultras della Viterbese
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VITERBO - Personale della Squadra Mobile ha proceduto ad assicurare il soggetto alla giustizia associandolo, al termine delle procedure d’Ufficio, alla Casa Circondariale “Mammagialla” per l’espiazione della pena, consistente in anni 1 mesi 8 di reclusione.

VITERBO – Nella serata di ieri, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Viterbo, a seguito di mirate ricerche, ha rintracciato e tratto in arresto un noto pregiudicato viterbese, di 40 anni, capo ultras della tifoseria viterbese, nei confronti del quale la Procura della Repubblica di Viterbo aveva emesso un provvedimento di carcerazione, per l’espiazione di alcune condanne passate in giudicato, attinenti per lo più a reati contro la persona, le sostanze stupefacenti ed armi.

Il provvedimento di carcerazione era scaturito da una sentenza del Tribunale Ordinario di Roma, poi confermata dalla Corte d’Appello di Roma e divenuta definitiva nell’aprile del 2022, poi assorbita in un ulteriore provvedimento di determinazione di pene concorrenti emessa dalla Procura viterbese, nel gennaio di quest’anno.

Personale della Squadra Mobile ha proceduto ad assicurare il soggetto alla giustizia associandolo, al termine delle procedure d’Ufficio, alla Casa Circondariale “Mammagialla” per l’espiazione della pena, consistente in anni 1 mesi 8 di reclusione.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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