Drink to Me e Auden chiudono Estasiarci XVII
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Alle 21 il gruppo Drink To Me, accompagnato in questa serata dal gruppo viterbese Auden. Un appuntamento che costituisce anche l’anteprima di RockIn’Cura, il Festival che si svolge ogni anno a settembre a Cura di Vetralla.

Serata finale per Estasiarci 2015. L’iniziativa di Arci Viterbo e Arci Solidarietà Viterbo che ogni anno, da 17 anni, celebra la Giornata mondiale del rifugiato è arrivata all’appuntamento conclusivo. Dopo gli show di Sandro Joyeux and Band e di Mirkopratik dj de I Camillas è in arrivo in piazza Unità d’Italia a Viterbo alle 21 il gruppo Drink To Me, accompagnati in questa serata dal gruppo viterbese Auden. Un appuntamento che costituisce anche l’anteprima di RockIn’Cura, il Festival che si svolge ogni anno a settembre a Cura di Vetralla.

Nella stessa giornata di oggi per l’Arci Viterbo, anche la partecipazione alla manifestazione nazionale Fermiamo subito la strage! a Roma.

I Drink To Me sono considerati “una delle realtà più interessanti della nuova musica italiana. Un gruppo – come scrive di loro Sentireascoltare – che si muove, rifiuta di stare in stagnanti traiettorie indie-prevedibili ma cerca, sogna, innova, si trova in viaggi cosmici dall’intensità tagliente, dove la divisione tra strumenti tradizionali, synth vintage e tecnologia digitale si perde in una perfetta geometrica psichedelia del nuovo millennio”.

In apertura lo show (n)emo propheta in patria degli Auden. “A distanza di oltre 15 anni dalla nascita degli Auden, storica band di culto dei circuiti emo-core diy di fine anni ’90 e inizio 2000 – scrive ancora Sentireascoltare – arriva Some Reckonings, lavoro d’esordio, se si eccettua il mini-album postumo Love Is Conspiracy. Il disco conferma le passioni di una generazione cresciuta a distorsioni e sentimento, presentandosi come un album genuino ed improvviso, con una gestazione naturale ed urgente. Non una reunion, ma un punto di inizio verso il futuro”.

La serata, che celebra anche la Giornata della musica, è organizzato in collaborazione con Rockin’Cura e Allimprovviso.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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