Doveva stare in isolamento per il Coronavirus invece portava il camion. Denunciato
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ORVIETO – L’uomo non aveva informato della sua condizione di salute né il datore di lavoro, né il collega che viaggiava con lui”.

ORVIETO – Doveva stare in isolamento in attesa degli esiti del tampone (poi risultato positivo ndr) invece viaggiava con il camion. Denunciato camionista sessantenne.

Questa la nota della Polizia Stradale: “L’uomo è stato denunciato ieri dal commissariato di pubblica sicurezza di Orvieto per non aver rispettato le norme di isolamento imposte dai medici che gli avevano riscontrato i sintomi del Coronavirus.

Dopo aver effettuato un tampone, in attesa di conoscerne l’esito, gli avevano raccomandato di rispettare le norme di isolamento. Il camionista, invece, non solo non ha mantenuto l’isolamento, ma ha nascosto al titolare della ditta le proprie condizioni ed ha ripreso a viaggiare per fare le consegne sul territorio nazionale, non dicendo nulla nemmeno al collega che si è messo in viaggio accanto a lui. Arrivato nei pressi di Orvieto, il camionista si è sentito male ed è stato portato all’ospedale di Perugia. Dagli accertamenti effettuati dal commissariato di Orvieto, è emerso che il tampone fatto nei confronti del sessantenne era positivo e quindi sono state allertate le autorità sanitarie”.

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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