
VITERBO – Estate 2025 sempre più vicina e con la voglia insaziabile di andare in vacanza. Così i viterbesi tornano a muoversi con entusiasmo, e tra mete classiche e destinazioni esotiche, emergono nuove tendenze, vecchie abitudini e qualche richiesta al limite dell’impossibile. Ne abbiamo parlato con Stefano Apolito, guida turistica e agente di viaggio del territorio, che ci racconta com’è cambiato il comportamento dei clienti, qual è stato il viaggio più straordinario organizzato quest’anno ma anche le richieste più assurde.
Quali sono le mete preferite dai Viterbesi per l’estate 2025?
“Si ripete un trend che io ho sempre notato da quando lavoro, ossia la Sardegna. È una meta classica, siamo facilitati dalla vicinanza di Civitavecchia, quindi anche quest’anno, finora, la media che sto vedendo nelle richieste è quella che va per la maggiore”.
Il viaggio più straordinario che ha organizzato?
“Sicuramente quello in Vietnam che abbiamo fatto quest’anno: un tour completo di quasi due settimane, da nord a sud, con due voli interni. Mi sono avvalso del supporto di un tour operator locale in Vietnam. Abbiamo fatto una full immersion nel cuore del Paese, è stato bellissimo. Il gruppo era di 15 persone, tutti viterbesi. Quindi sì, assolutamente: anche i viterbesi apprezzano i viaggi a lungo raggio. Non mi ero mai dedicato tanto a questo tipo di prodotto, ma adesso lo farò sicuramente”.
La richiesta più assurda ricevuta?
“La richiesta last second, a inizio agosto, per partire a Ferragosto, con un budget assolutamente limitato. Per me, ma anche i colleghi potranno confermare, questa è la combinazione peggiore. Davvero complicata da gestire”.
Come è cambiato il comportamento dei viaggiatori viterbesi negli ultimi anni?
“Dopo il Covid c’è stato sicuramente un ritorno fortissimo. Tantissima richiesta, subito dopo il lockdown, e negli anni successivi l’eco si è sentito ancora. All’inizio si era passati soprattutto ai viaggi brevi, i classici weekend, ma ora vedo che si torna a una richiesta di viaggi più lunghi, una settimana o anche di più”.
Viterbo può definirsi una città turistica?
“No, per me ancora no. Faccio sempre il paragone con Orvieto, dove il turismo è continuativo per 12 mesi. Viterbo invece ha ancora un turismo stagionale. Non vedo stranieri, ne ho sempre visti pochissimi. Probabilmente mancano le infrastrutture. Una grande pecca è la mancanza di bagni pubblici”.
Cosa servirebbe per far crescere il turismo in città?
“È una questione di mentalità e di prodotto. Il turismo è un prodotto, e come tale va confezionato, presentato e proposto nel modo giusto. A Viterbo questo non avviene. Abbiamo un patrimonio enorme, lo sappiamo tutti: potremmo essere la città del Medioevo, con bellezze architettoniche integre, ma tutto questo non viene valorizzato. Sembra un po’ abbandonata a sé stessa”.


















