Dossier Mafie nel Lazio, nella Tuscia aumentano i numeri degli arresti per droga
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Secondo il dossier Mafie nel Lazio, la Tuscia è la seconda provincia del Lazio per arresti legati alla droga

VITERBO- I dati riferiti dalla Polizia di Stato parlano chiaro: subito dopo Roma, la Tuscia è la seconda provincia del Lazio per numero di arresti per reati legati alla droga.

Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti i reati più diffusi, oltre 220 gli arresti nelle nostre zone. Quasi 4000 operazioni anti droga che hanno portato a smascherare una vera e propria organizzazione che però, ancora nel 2019, allunga i suoi tentacoli e miete vittime. Le sostanze vendute nella Tuscia sono principalmente hashish e marijuana, aumenta però il consumo di cocaina e droghe pesanti.

 Il dossier Mafie nel Lazio, quest’anno,  ha dedicato per la prima volta un intero capitolo a quella che ha definito “una nuova mafia a Viterbo”. Il riferimento è all’inchiesta Erostrato, che ha smantellato il clan retto da Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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